Uniriot.org
Il Network Delle facoltà Ribelli
Uniriot è tante cose.
Uniriot è la rivolta del sapere vivo tra le macerie dell'università riformata, è il conflitto dei precari nell'epoca del capitalismo cognitivo. Uniriot è l'insorgenza delle intelligenze contro il potere feudale degli atenei e i processi di aziendalizzazione, lo scardinamento dei confini e dei filtri disseminati lungo il percorso formativo. Uniriot è la non misurabilità della produzione di conoscenza, è il tempo eterogeneo e pieno delle forme di vita e di lotta.
Uniriot è autogestione dei saperi.
Network delle facoltà ribelli, spazio di dibattito, autorganizzazione,autoformazione e conflitto in diverse università e svariate facoltà. Dalla "Copyriot zone" è possibile scaricare e diffondere liberamente gli audio dei seminari autogestiti, le relazioni dei corsi , testi e articoli, ricerche e video. Copyriot è riappropriazione e libero accesso ai saperi, condivisione di conoscenze: copyriot è pratica sovversiva nell'era del capitalismo cognitivo.
Uniriot è questo e tanto altro...Uniriot sono moltitudini di studenti e precari, è lotta e desiderio, è corpo vivo dell'università , forme di vita che si ribellano e costruiscono la nostra università, l'unica possibile!
Uniriot è la forma organizzata dell'autonomia della cooperazione sociale. Uniriot è anche un sito: www.uniriot.org , un processo di messa in rete delle esperienze di autoformazione. Nella sua genealogia, le straordinarie mobilitazioni dell'autunno 2005, con 150.000 studenti-precari ad assediare il Parlamento. Nel suo presente, la realizzazione del manifesto per l'autoriforma che di quel movimento fu ed è prassi e programma.
Diciamolo chiaramente, a scanso di equivoci: l'autoformazione non è il tentativo di scavarsi una nicchia all’interno dell’università riformata per veicolare contenuti antagonisti; non è la difesa dei saperi in quanto beni comuni esistenti in natura, della cultura offesa dalla produttività. L'autoformazione è rifiuto dei saperi e della cultura imposte dal diritto allo studio, ed è produzione di saperi e cultura autonomi, dunque - e solo in questo senso - comuni.
L'autoformazione è conflitto sulla produzione dei saperi e costruzione di linee di fuga organizzate. O è questo,oppure non è altro che compatibilità e complicità nella governance accademica. Cose da sindacati studenteschi. Passioni tristi. Ancora di più: spesso si è detto che l'autoformazione è la costruzione di un'altra università. Ora dobbiamo fare un passo in avanti: l'autoformazione è l'università, la sola possibile, la sola esistente.
Lasciamo ai grigi riformatori del governo il compito di provare a imitarci, ma mai la possibilità di catturarci. Siamo inafferrabili e irrapresentabili, perché siamo più veloci, vivi e intelligenti. Perché siamo un'intelligenza collettiva. L'autoformazione non è la ricostruzione della cittadella accademica, ma l'abbattimento delle sue ultime rovine.
L'autoformazione è l'università autonoma nella metropoli produttiva: è l'anomalia selvaggia piantata nel suo cuore. Uniriot è lo spazio costituente delle nuove lotte nell'università: dall'Italia alla Francia, dalla Danimarca alla Grecia, lo spazio europeo dell'istruzione superiore (leggi processo di Bologna, 3+2 e crediti formativi, ossia imposizione artificiale di un'unità di misura della produzione di saperi) si sta rovesciando in spazio europeo dei conflitti. Ma diciamo anche cosa Uniriot non è. Uniriot non è uno spazio frequentabile e cooptabile dai partiti e dal sistema della rappresentanza.
Uniriot contesta e allontana, con la forza dell'ironia e dell'autonomia, i governi di guerra e gli esponenti dei partiti che arruolano i lugubri soldati della nonviolenza al fronte. Perché Uniriot non solo non ha governi amici, ma ha dichiarato inimicizia a qualsiasi governo. Uniriot comincia oggi riappropriandosi di ciò che hanno tentato di toglierci: piratando e distribuendo cd coperti dal copyright. Perché Uniriot è anche questo: istigazione alla riappropriazione. La proprietà intelletuale è un furto, in quanto espropriazione violenta e privatizzazione di ciò che è stato prodotto in comune. Allora, il furto della proprietà intellettuale è un dovere. Ci riprendiamo il maltolto. Come i pirati che solcavano i mari, anche noi siamo salpati con un vascello ribelle sulle acque dei flussi metropolitani.
L'esodo è già cominciato, la resistenza lo protegge. Non ci prenderete mai.
Perché Uniriot è produzione del comune e tutto il potere all'autoformazione.
Uniriot è la rivolta del sapere vivo tra le macerie dell'università riformata, è il conflitto dei precari nell'epoca del capitalismo cognitivo. Uniriot è l'insorgenza delle intelligenze contro il potere feudale degli atenei e i processi di aziendalizzazione, lo scardinamento dei confini e dei filtri disseminati lungo il percorso formativo. Uniriot è la non misurabilità della produzione di conoscenza, è il tempo eterogeneo e pieno delle forme di vita e di lotta.
Uniriot è autogestione dei saperi.
Network delle facoltà ribelli, spazio di dibattito, autorganizzazione,autoformazione e conflitto in diverse università e svariate facoltà. Dalla "Copyriot zone" è possibile scaricare e diffondere liberamente gli audio dei seminari autogestiti, le relazioni dei corsi , testi e articoli, ricerche e video. Copyriot è riappropriazione e libero accesso ai saperi, condivisione di conoscenze: copyriot è pratica sovversiva nell'era del capitalismo cognitivo.
Uniriot è questo e tanto altro...Uniriot sono moltitudini di studenti e precari, è lotta e desiderio, è corpo vivo dell'università , forme di vita che si ribellano e costruiscono la nostra università, l'unica possibile!
Uniriot è la forma organizzata dell'autonomia della cooperazione sociale. Uniriot è anche un sito: www.uniriot.org , un processo di messa in rete delle esperienze di autoformazione. Nella sua genealogia, le straordinarie mobilitazioni dell'autunno 2005, con 150.000 studenti-precari ad assediare il Parlamento. Nel suo presente, la realizzazione del manifesto per l'autoriforma che di quel movimento fu ed è prassi e programma.
Diciamolo chiaramente, a scanso di equivoci: l'autoformazione non è il tentativo di scavarsi una nicchia all’interno dell’università riformata per veicolare contenuti antagonisti; non è la difesa dei saperi in quanto beni comuni esistenti in natura, della cultura offesa dalla produttività. L'autoformazione è rifiuto dei saperi e della cultura imposte dal diritto allo studio, ed è produzione di saperi e cultura autonomi, dunque - e solo in questo senso - comuni.
L'autoformazione è conflitto sulla produzione dei saperi e costruzione di linee di fuga organizzate. O è questo,oppure non è altro che compatibilità e complicità nella governance accademica. Cose da sindacati studenteschi. Passioni tristi. Ancora di più: spesso si è detto che l'autoformazione è la costruzione di un'altra università. Ora dobbiamo fare un passo in avanti: l'autoformazione è l'università, la sola possibile, la sola esistente.
Lasciamo ai grigi riformatori del governo il compito di provare a imitarci, ma mai la possibilità di catturarci. Siamo inafferrabili e irrapresentabili, perché siamo più veloci, vivi e intelligenti. Perché siamo un'intelligenza collettiva. L'autoformazione non è la ricostruzione della cittadella accademica, ma l'abbattimento delle sue ultime rovine.
L'autoformazione è l'università autonoma nella metropoli produttiva: è l'anomalia selvaggia piantata nel suo cuore. Uniriot è lo spazio costituente delle nuove lotte nell'università: dall'Italia alla Francia, dalla Danimarca alla Grecia, lo spazio europeo dell'istruzione superiore (leggi processo di Bologna, 3+2 e crediti formativi, ossia imposizione artificiale di un'unità di misura della produzione di saperi) si sta rovesciando in spazio europeo dei conflitti. Ma diciamo anche cosa Uniriot non è. Uniriot non è uno spazio frequentabile e cooptabile dai partiti e dal sistema della rappresentanza.
Uniriot contesta e allontana, con la forza dell'ironia e dell'autonomia, i governi di guerra e gli esponenti dei partiti che arruolano i lugubri soldati della nonviolenza al fronte. Perché Uniriot non solo non ha governi amici, ma ha dichiarato inimicizia a qualsiasi governo. Uniriot comincia oggi riappropriandosi di ciò che hanno tentato di toglierci: piratando e distribuendo cd coperti dal copyright. Perché Uniriot è anche questo: istigazione alla riappropriazione. La proprietà intelletuale è un furto, in quanto espropriazione violenta e privatizzazione di ciò che è stato prodotto in comune. Allora, il furto della proprietà intellettuale è un dovere. Ci riprendiamo il maltolto. Come i pirati che solcavano i mari, anche noi siamo salpati con un vascello ribelle sulle acque dei flussi metropolitani.
L'esodo è già cominciato, la resistenza lo protegge. Non ci prenderete mai.
Perché Uniriot è produzione del comune e tutto il potere all'autoformazione.












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