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venerdì 27 novembre 2009 alle ore 12.00
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domenica 29 novembre 2009 alle ore 23.00
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centro sociale Il cantiere, Via Monte Rosa 84 MILANO
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AHA : Activism-Hacking-Artivism, è una mailing list nata nel 2002 all'interno del progetto AHA fondato nel 2001 da Tatiana Bazzichelli, aka T_Bazz. AHA vuole promuovere il networking, cioè la cultura di rete, soprattutto nella versione che lega le pratiche artistiche all'attivismo politico e sociale (“artivismo„).
Artisti-attivisti, hacker artistici, attivisti socio-artistici, chiamateli come volete. I 600 iscritti alla lista AHA sono solo una parte di tutte quelle persone che, in Italia e nel mondo, sanno che il mezzo non è solo il messaggio, ma anche il massaggio e il mixaggio. Che non basta lamentarsi della tv (generalista, comunitaria o di nicchia), e neanche blaterare sulla comunicazione alternativa, e che occorre costruire esperienze, perché la comunicazione senza i corpi comunica solo i messaggi preconfezionati, e il corpo senza intelligenza produce solo manipolazione.
Per questo dall'anno scorso gli iscritti di AHA si incontrano di persona periodicamente, ogni volta in una città diversa, per aprire le scatole nere, per mettere le mani dentro i dispositivi della tecnologia, della comunicazione e dell'immaginario, per decostruire i saperi ufficiali e condividerne di nuovi, per lavorare all'intelligenza collettiva dei corpi e non a quella del capitale, per allargare la resistenza alla globalizzazione delle multinazionali e dei poteri costituiti.
AHAcktitude sarà una tre giorni di attività e di attivismo, di allegria e di condivisione, di studio e di divertimento. Tecnologia, musica, internet, letteratura, telecomunicazioni, marketing, social network: tutto sarà declinato all'insegna dell'open source e della messa in comune. Modi, approcci, atteggiamenti diversi ma comunicanti di esplorare, interpretare, agire la nostra condizione di esseri tecnologicamente modificati.
Perché gli esseri umani valgono più della merce, e non saremo soddisfatti finché la vita di chi ha qualcosa vale più della vita di chi non ha nulla.
PROGRAMMA:
AHAcktitude Warm Up
*Audio e Video Streaming con strumenti Open Source - Accademia di Brera - xname
* Bluetooth Wars e Estetiche mobili - xDxD e giac
*OpenPixels - strumenti digitali liberi - hush
*Détournment, subvertising, nomi multipli - gadda
AHAcktitude Program
Seminari
* Fake e nomi collettivi fra “arte„ e movimenti - Gadda
* Steampunk - tempo, velocità, progettualità - Gadda
* Grande Fratello Vs Attivismo dentro e fuori dalla rete - EPTO (A)
*Augmented Reality - dr_stupid
*Wikiartpedia - L'enciclopedia libera sull'Arte delle reti e le culture digitali - Tommaso Tozzi
Workshops / Incontri partecipati
*OpenPixels - strumenti digitali liberi (corso avanzato) - hush
*Estetiche mobili - giac
* Bluetooth Wars - xDxD
* Progetto Anopticon - EPTO (A)
* Virtual Entity - xname
*I Park Art - guerriglia creativa urbana - Mattia Paco Rizzi
Performances / Visioni / Installazioni
* You Hack - Martina e lo|bo
* From Silicon Valley with Love - T_Bazz
*Workshop aperto di physical computing - Massimo Cittadini
Lightning Talks / Presentazioni Lampo (10 min)
*The Oracle Machine - xname
*GOTO10/makeart - agagag
Al Csa Intifada una serata dedicata a Stefano Cucchi
Appuntamento sabato 14 novembre al centro sociale di Ponte a Elsa. Un comunicato ne spiega i motivi
"Il ragazzo, e il sottosegretario . Sembra un titolo di una canzone, e invece è lo specchio della società italiana anno 2009. Andiamo per ordine.
Città, Roma, periferia, il ragazzo si chiama Stefano Cucchi, l'unica sua sfortuna è stata quella di nascere in un paese proibizionista, che con una serie di leggi nei fatti non punisce i grandi trafficanti ma i piccoli spacciatori, e addirittura i consumatori.
Un'assurdità! Ebbene in questo bel paese nella notte del 16 ottobre Stefano viene arrestato dai carabinieri con poca sostanza addosso, e da questo momento entra nell'inferno, così chiameremo la giustizia italiana, che per certe categorie ha i guanti di velluto, ma con quelli come Stefano accelera i tempi immediatamente e la sentenza diventa subito eseguibile, e allora offese botte sputi e ancora calci a turno, prima i carabinieri, poi gli agenti penitenziari, fino alla morte, tanto, come ha insegnato Genova nessuno sarà condannato.
Nella stessa città, Roma , c'è la sede del governo del paese, sugli scranni del potere siedono per lo più avvocati, dottori, liberi professionisti, giornalisti e altri gentiluomini, il centro e la destra sinistra democratica separati solo dalla struttura architettonica dell'emiciclo.
Questi signori scrivono leggi le votano, le bocciano, scrivono finanziare per curare i propri interessi e quelli dei loro amici, poi escono e si divertono in locali di proprietà delle cosche mafiose, tutti insieme, all'interno di uno spirito da camerata.
Ma qualche volta qualcuno di loro cade nel fango, e si sporca, accidenti!! ed allora inizia la giostra dei media, legislatori parlano di innocenza, si ricordano i tre gradi di giudizio e si inizia a parlare di impunità di accuse assurde di manovra politica,e cosi via parole parole.
A cadere nel fango questa volta è Nicola Cosentino, oddio più che cadere nel fango lui ci naviga da sempre,visto che già dal 1996 entra in verbali delle testimonianze di pentiti di camorra, e si perché insieme ad altri gentiluomini diventa il referente dei famosi casalesi, i protagonisti criminali del noto libro di Saviano “Gomorra”. Bruciando le tappe in Forza Italia diventa consigliere regionale e poi sottosegretario all'economia del governo Berlusconi, un posticino tranquillo per chi è il referente di un gruppo finanziario criminale che deve pulire soldi continuamente.
Non ci sono riforme, leggi, elezioni da vincere che potranno azzerare questa deriva sociopolitica culturale, c'è solo da continuare a testa alta senza fermarsi la lotta per i diritti, per costruire autonomia e radicamento nei territori. Bisogna rifare il mondo tutto daccapo.
Sabato 14 Novembre al CSA Intifada di Ponte a Elsa serata di Verità e Giustizia!
Nel bollettino degli eventi critici negli Istituti penitenziari (Ministero della Giustizia) c'è una serie storica dei decessi di detenuti, dal 1992 al 2008: mediamente ogni anno muoiono 150 detenuti, di cui circa un terzo per suicidio e gli altri due terzi per cause naturali non meglio specificate.
Aperitivo di informazione indipendente sui casi di abuso di potere e le morti nelle carceri dello stato italiano: Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Marcello Lonzi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Saladino, Gabriele Sandri, Carlo Giuliani... quanti morti ancora?
Distribuzione del dossier "Morire di carcere", curato da Francesco Morelli.
Video-set dalle 19 in poi - Warm-Up di informazione sulle morti in carcere aspettando l'evento Reggae della sera con BOMBA BOMBA INNA DANCEHALL STYLE :: MARK-ONE E NICO ROYALE PRESENTANO IL LORO "PROGETTO BASTARDO"
Aperta l'Osteria Sociale Otro Mundo - il Gusto della Rivolta
Se mangi Bio cambi il mondo!
dalle 23 Reggae DanceHall con
DJ CHARLIE BENDJE MARKONE (BOMBA BOMBA) + NICO ROYALE".
Firenze
Senza casa in corteo dal Movimento di lotta per la casa
a tutti gli organi di informazione Firenze 24-10-2009
DIRITTI E LIBERTA'
Alcune centinaia di donne, uomini e bambini
del Movimento di lotta per la Casa hanno manifestato questa mattina per
il centro di Firenze. Parole d'ordine chiare contro i previsti sgomberi
degli stabili occupati dell'ex Ospedale Meyer e di Viale Guidoni. Tanta
rabbia per l'assoluta incapacità delle istituzioni locali di affrontare
con serietà l'emergenza abitativa a Firenze. Tanta rabbia per l'assenza
di politiche di accoglienza nei confronti delle centinaia di giovani,
uomini e donne, che esiliano da ingiuste guerre.
E ancora rabbia per la
totale assenza dell'amministrazione Comunale nei confronti delle
centinaia di esecuzioni di sfratto per anziani e famiglie. Infine la
giusta incazzatura per le recenti condanne nei confronti del movimento
di lotta per la casa.
Solo l'inizio di una stagione di conflitto che
vede protagonisti di una battaglia migliaia di giovani, di migranti e
di richiedenti asilo per chiedere con forza una città fondata su
diritti e di libertà.
Il movimento di lotta per la casa di firenze
un ringraziamento a tutte e tutti per la straordinaria solidarietà
ricevuta in questi giorni
Emergenza abitativa, libro inchiesta di Cobas e Orda Precaria. Provocatoria presentazione di fronte al Comune
E' stato realizzato un dossier sugli sfratti nel Circondario: il 40% eseguito nel 2008 interessa il capoluogo
Un dossier sull'emergenza abitativa nell'Empolese-Valdelsa. Lo ha redatto Orda Precaria e i COBAS Empoli-Valdelsa al termine di un’inchiesta curata dallo sportello sociale di Ponte a Elsa da loro gestito, da cui emerge in modo evidente come il numero di sfratti nel nostro territorio sia in grande crescita, che il 91% di essi sono per morosità, che ci sono molte ditte ed aziende sfrattate per morosità. Il comune di Empoli, per esempio, nel 2008 ha avuto il 40% degli sfratti eseguiti in tutto il Circondario.
“Nel dossier – scrivono le due sigle – proviamo sia a descrivere la situazione, sia a comprenderne le origini, sia a proporre linee d'intervento immediato alle istituzioni... che ci sentiranno! Oh, se ci sentiranno”.
La presentazione del testo sarà infatti una vera e propria provocazione.
Sabato 26 settembre 2009 "Clandestino Day" Hip Hop Lab Human Being & WorkingVibes

Clandestino Day, 'Città Meticcia' punta ad organizzare un pullman
Una lettera dell'associazione: "Il governo italiano si sta rendendo complice di violazioni dei diritti umani più elementari"
"Oggi più che mai. Oggi, altrimenti quando? Tutto il mondo dell'associazionismo migrante, tutto il movimento per i diritti e contro la barbarie, in tutta Italia uomini e donne, italiani e migranti insieme, si stanno mobilitando per far si che la giornata del 17 ottobre prossimo sia una giornata che possa lasciare il segno. Una giornata da cui ripartire per tracciare linee di costruzione di nuovi diritti di cittadinanza. Il 17 ottobre si svolgerà a Roma una grande manifestazione nazionale contro il razzismo. Noi, associazione Città Meticcia di Empoli, vogliamo dare il nostro contributo, organizzando per domani Sabato 26 settembre un grande evento antirazzista a Empoli e lanciando un appello alla mobilitazione a tutta la cittadinanza a partecipare alla manifestazione nazionale.
Il governo italiano si sta rendendo complice di violazioni dei diritti umani più elementari. Lo sta facendo attraverso la pratica illegale dei respingimenti, che non permettono di riconoscere a chi ne ha diritto lo status di rifugiato politico e il diritto d'asilo; chiare norme internazionali come la carta europea dei diritti fondamentali vietano il respingimento verso paesi in cui non è garantito il rispetto dei diritti umani. Chi governa sa benissimo cosa attende i respinti in Libia: torture, detenzioni in condizioni disumane, violenza sessuale. Gli accordi col torturatore Gheddafi riguardano queste pratiche. Lo stanno denunciando tutte le maggiori associazioni per i diritti umani, da Amnesty International a Human Rights Watch, lo sta denunciando anche la Commissione Europea. Nonostante tutto ciò il governo fa finta di niente e continua a praticare e giustificare questa condotta illegale e disumana. Vedere addirittura accogliere in pompa magna il dittatore Gheddafi ha suscitato in tutti noi profonda indignazione.
I respingimenti, così come il pacchetto sicurezza approvato in agosto, rappresentano un ritorno al "medioevo dei diritti". La legge non è più uguale per tutti se non avere i documenti diventa reato penale, uno stato non può più dirsi civile se non permette a un clandestino nemmeno il sacrosanto diritto di riconoscere un figlio, se nega a un neonato il diritto ad avere dei genitori.
Le politiche di razzismo istituzionale si inseriscono in un contesto di incapacità di governare la crisi. Il governo, con in testa la lega, sta cercando di diffondere odio e paura verso il diverso e lo straniero fomentando così una guerra tra poveri che può avere risvolti drammatici.
I respingimenti nella pratica sono solo serviti per la campagna elettorale, per niente hanno influito sulle dinamiche di "contenimento" dell'immigrazione: se sono veri i dati dello stesso ministero dell'interno, solo l'8% dei clandestini entra via mare. Potremmo continuare a lungo sulla demagogia e la malafede insite nella dialettica del governo e dei leghisti, ministro Maroni in testa.
Stiamo assistendo ad una guerra contro i poveri. L'attacco ai diritti è attacco ai migranti, ai precari, agli studenti, ai senza casa, ai lavoratori, alla comunità lgbt.
La lotta al razzismo è allo stesso tempo lotta per il diritto alla salute, al lavoro, alla casa, difesa della scuola pubblica, del diritto all'istruzione, ai servizi, al libero accesso alla cultura. Su tutto questo, sulla vita, c'è estremo bisogno di tracciare le linee per conquistare nuovi diritti di cittadinanza. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: non c'è sicurezza senza diritti.
Ci sono due possibili uscite dalla crisi, radicalmente opposte: democrazia o barbarie. Oggi è il tempo in cui bisogna decidere da che parte stare.
Invitiamo tutti e tutte domani sera al concerto Reggae con gli Working Vibes, al cs intifada a Ponte a Elsa in Via 25 Aprile. Vi invitiamo a contattarci per raggiungere insieme Roma sabato 17 ottobre, la nostra associazione si sta organizzando per poter permettere a più persone possibile di raggiungere Roma da Empoli".
info CittàMeticcia >>
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| cell. 329-4536137
Montelupo Fiorentino 27/08/2009
Bloccato uno sfratto di una famiglia marocchina dagli attivisti dello Sportello Sociale.
Ma è solo rimandato
Il comune sta cercando delle soluzioni che però non soddisfano i manifestanti che annunciano un'altro picchetto
Via Lami 46 a Montelupo, questa mattina alle nove, in una ventina fra attivisti e famiglie dello sportello sociale di Empoli, hanno bloccato lo sfratto per morosità della famiglia marocchina Louarcani. Si tratta di una famiglia di migranti, che da più di 10 anni vive a Montelupo, con 4 figli minori, uno di questi, di Montelupo, soffre di problemi cardiaci ed ha già subito un paio di interventi.La famiglia è da tempo seguita dallo sportello sociale e, spiegano gli attivisti dello Sportello Sociale - Comunità in Resistenza di Empoli, di OrdaPrecaria & COBAS Empoli-Valdelsa e del Movimento di lotta per la casa di Firenze, “non essendo riusciti insieme all'amministrazione comunale a trovare una soluzione che garantisca il diritto alla casa, ci siamo ritrovati per difenderlo con un picchetto anti-sfratto”.
L’esito della manifestazione è stato il rinvio dello sfratto al prossimo giovedì 3 settembre.
“Visti i tempi così stretti che sono stati dati alla famiglia, e la concreta possibilità che lo sfratto di giovedì prossimo sia eseguito materialmente, con la forza pubblica – spiegano gli attivisti in un comunicato stampa – abbiamo deciso di andare in comune a Montelupo per parlare con l'assessore di competenza, nonché vicesindaco, Giacomo Tizzanini, chiedendogli di adoperarsi in questo arco di tempo per trovare una soluzione che garantisca a questa famiglia il diritto alla casa o un passaggio non traumatico da casa a casa”.
“La risposta dell'assessore – scrivono nel comunicato stampa - è stata molto poco soddisfacente e preoccupante, in quanto ha dichiarato che a Montelupo non è prevista una procedura di intervento per chi è in emergenza sfratto, e le uniche strade che l'amministrazione propone sono: o quella di dividere la famiglia mandando moglie e bambini in un istituto e il padre in un albergo casa, oppure quella di pagare un eventuale anticipo per un nuovo contratto d'affitto, che la famiglia deve provvedere ad individuare (in un mercato in cui la condotta delle agenzie è, come si è dimostrato, altamente razzista), magari "in un altro comune in cui gli affitti sono più accessibili", in quanto "a Montelupo, si sa, gli affitti sono troppo alti per una famiglia così in difficoltà". Queste risposte ci appaiono inaccettabili e non danno nessuna garanzia di un futuro dignitoso per la famiglia”.“La nostra mediazione con l'amministrazione negli ultimi mesi non ha portato ad alcunché e non si capisce come mai, visto che Montelupo non ci risulta un paese ad alta tensione abitativa, se così non fosse chiediamo all'amministrazione di farlo sapere rendendo pubblici i numeri e le dimensioni del problema. Lo sportello sociale chiederà a breve, la prossima settimana, un incontro con la sindaca di Montelupo Rossana Mori (che sarà presente in città nella prossima settimana), per tentare ancora una volta di trovare mediando una soluzione adeguata, anche se temporanea”.
“Inoltre vogliamo denunciare – scrivono nella nota – la situazione che stiamo vivendo dal punto di vista dell'emergenza abitativa nel circondario, non solo a Montelupo dunque, a partire da ciò che vediamo attraverso l'attività dello sportello. Come sportello sociale ci troveremo di fronte, da oggi ai prossimi due mesi, a più di dieci sfratti esecutivi, tutti nei comuni del circondario: a Vinci, a San Miniato, a Montelupo, a Empoli... Avendo ben presente che la quantità di persone e famiglie sotto sfratto che si rivolge allo sportello è una piccola parte rispetto a tutte quelle che vivono la stessa situazione, deduciamo che quelli che noi conosciamo come sfratti in attesa di esecuzione non sono altro che la punta di un iceberg ben più grande.
Per questo motivo chiediamo alle istituzioni, in particolare al circondario, di aprire un tavolo per discutere le modalità con cui affrontare, sia nell'immediato che nel medio-lungo periodo, tutte le situazioni di sfratto in modo da garantire il diritto alla casa, con passaggio da casa a casa, a tutti, evitando drammatiche divisioni di famiglie in difficoltà, inutili regali di denaro pubblico alla rendita privata e l'espulsione delle fasce sociali più povere dalle città verso le periferie.
Chiediamo un tavolo che sia a livello di circondario perché sulle questioni sociali, come è quella che stiamo ancora una volta portando alla luce, ci sembra opportuno che i comuni più virtuosi aiutino quelli con meno possibilità. Per quanto ci riguarda siamo, come sempre, disponibili al dialogo, nell'assunto che per noi la questione dei diritti è un punto fermo: crisi o non crisi devono essere garantiti a tutti.
Confidando nella non volontà dell'amministrazione montelupina di trasformare quello che è un problema sociale in una questione di ordine pubblico, ribadiamo l'invito all'amministrazione a cercare una soluzione adeguata e duratura per questa famiglia e diciamo sin da ora che il giorno Giovedì 3 Settembre, in mancanza di soluzioni alternative trovate dalle amministrazioni locali saremo ancora qui per un nuovo determinato picchetto sicurezza, con la solidarietà, anche attiva, della rete nazionale dei movimenti di lotta per la casa, a partire dalle realtà a noi più vicine come il movimento di lotta per la casa di Firenze”.SPORTELLO SOCIALE/Comunità in Resistenza _ Empoli
OrdaPrecaria & COBAS Empoli-valdelsa
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA _ Firenze


http://ordaprecaria.noblogs.org/post/2009/04/30/razzismo-delle-immobiliari-a-empoli
MAYDAY009_Empoli Primo Maggio di lotta

Siamo quelli che già nel 2001 dicevano che la globalizzazione neoliberista era profondamente ingiusta ed avrebbe avuto conseguenze nefaste per il pianeta. Oggi, quando ascoltiamo le dichiarazioni dei "leaders" del mondo, dall'interventismo statunitense al protezionismo europeo, sorridiamo amaro. E pensiamo a Carlo Giuliani e a tutte le persone massacrate alla Diaz, a Bolzaneto e per le strade di Genova in quei giorni di dura e legittima contestazione. Ieri i teorici del neoliberismo e del mercato globale ci schernivano: da Tremonti in giù, da destra a sinistra, per tutti a Genova come a Seattle nel '99 stavamo sostenendo un catastrofismo ideologico improbabile. Ed eccoci oggi nel pieno di una crisi globale di sistema: economica, sociale, ambientale e politica.
Siamo quelli che, quando anche la CGIL diceva di mettere i soldi del Tfr nei fondi pensione, dicevano invece ai lavoratori e alle lavoratrici di lasciarli in azienda, e per fortuna in molti ci hanno dato ascolto.
Siamo quelli che hanno sempre manifestato contro le guerre e le spese militari, le basi militari e gli scempi ambientali delle grandi opere, dalla TAV al ponte sullo stretto, contro i nuovi lager per migranti, i CPT/CIE. E lo rifaremo. In Italia proprio in questi giorni è stato deciso, nel silenzio delle opposizioni, di spendere 13 miliardi di denaro pubblico per il riarmo, che dovranno servire per acquistare 130 caccia-bombardieri F-35. Questo non è intervento contro la crisi, questa non è l'economia che ci interessa rilanciare, questa è pianificazione di guerra, morte e distruzione.
Siamo i migranti, se perdiamo il lavoro perdiamo anche il permesso di soggiorno. Se non viene bloccata subito la Bossi-Fini saremo costretti alla clandestinità dalla crisi... e dalla legge.
Siamo gli studenti e le studentesse, da sempre in lotta contro i tagli, la privatizzazione e la precarizzazione della scuola e del diritto allo studio, soprattutto siamo dell'Onda Anomala nata contro la legge gelmini. Siamo le donne, donne sull'orlo di una crisi che negli ultimi mesi sono state ancora di più strumentalizzate nel corpo e nell'Anima per mascherare logiche securitarie che non ci appartengono, che fanno solo gli interessi dei potenti e che non rimettono in discussione la società attuale, tacendo che la maggior parte delle violenze avviene tra le mura domestiche, giustificate dal sistema patriarcale imperante e dalla chiesa. Siamo stanche: alle vostre richieste di silenzio e accondiscendenza, rispondiamo solo con la nostra rabbia degna. Siamo i licenziati, i disoccupati, di oggi e di domani (visto che i più "fortunati" di noi sono in cassa-integrazione, finché dura): siamo cioè fra quelli che più stanno risentendo sulla propria pelle della crisi.
Ma non siamo quelli che l'hanno prodotta, e quindi non vogliamo pagarla.
Non siamo assolutamente d'accordo con l'idea che si debba uscire dalla crisi dando miliardi e miliardi di euro a banche, imprese e spese militari; questo non è né un atto di giustizia, né di redistribuzione della ricchezza, ma soltanto un continuare a dare soldi a quelli che sono i veri responsabili della crisi: perseverare è diabolico.
I soldi li deve avere chi sta pagando la crisi, non chi l'ha creata, serve reddito incondizionato per precari e disoccupate, reddito garantito per tutte e tutti slegato dal lavoro. In questo momento caratterizzato da una crisi epocale, che sta producendo modifiche materiali di tipo radicale nella vita di milioni di persone, la politica deve avere la capacità di pensare un nuovo welfare state, all'altezza della nuova epoca di profonda precarizzazione della vita e di alti tassi di disoccupazione con cui dovremo convivere a lungo, in quanto la crisi è strutturale, e sarà duratura. Oggi noi diciamo questo.
Il Primo Maggio invitiamo tutti e tutte a scendere in piazza a Empoli in uno spezzone carnevalesco colorato e quanto mai determinato nel sostenere che la crisi non la vogliamo pagare, esprimeremo in modo conflittuale tutto il nostro dissenso verso quei luoghi simbolo dei responsabili della crisi, le multinazionali assassine, le banche ladre e armate, i manager, gli amministratori delegati, gli immobiliaristi, i ricchi e i potenti. Questi sono i soggetti che, in quanto responsabili, devono pagare la crisi. Durante la MayDay empolese, sperimenteremo, come da due anni a questa parte, un nuovo modo di stare in piazza, porteremo i nostri contenuti attraverso il combact-theatre. Lo sciame moltitudinario che vive la valdelsa è pronto a riapparire, organizzato come sempre, arrabbiato come un drago, per un Primo Maggio di rabbia e conflitto.
SIAMO TUTTI/E CLANDESTINI - SIAMO TUTTI/E PRECARI
CONTRO LA CRISI, REDDITO PER TUTT@!!
Appuntamento è a Empoli in Piazza della Stazione ore 9.00
e poi tutti a pranzo al csa intifada
COMUNITA' IN RESISTENZA/csaintifada_Empoli
COBAS Empoli-valdelsa
ORDA PRECARIA
GAS/Osteria OTRO MUNDO
Ass. CITTA' METICCIA
Il 25 Aprile del 1945 si concluse il lungo e tormentato percorso che permise al popolo italiano di riconquistare la libertà, la democrazia, la dignità ed i diritti che erano stati calpestati e distrutti dalla dittatura fascista. Oltre venti anni caratterizzati da persecuzioni, stragi, da leggi
liberticide e razziste, culminati negli orrori di una tremenda guerra scatenata assieme all'alleata Germania nazista che provocò nel nostro Paese ed in Europa enormi distruzioni e la morte di decine di milioni di persone. Dalla Liberazione è nata la Costituzione della nuova Italia democratica.
Nel riconoscere la PACE valore supremo ed irrinunciabile, da perseguire sempre nei rapporti tra Stati e popoli,all'Art. 11 si afferma: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
NON dimenticare che dall'ANTIFASCISMO e dalla Resistenza sono nate la Costituzione Italiana e la Repubblica democratica.
Passano gli anni, cambiano le generazioni, si tende a dimenticare: qualcuno, addirittura,lavora per cancellare il ricordo delle ingiustizie, delle crudeltà e del dolore che afflissero milioni di persone in tutta Europa durante gli anni del nazismo e del fascismo.
Qualcuno parla di altre crudeltà, di altri regimi, per contrapporli a quelli: come se si trattasse di fare una graduatoria, oppure si potesse giustificare un orrore con altri orrori.
C'è anche chi nega lo sterminio, chi sminuisce la Resistenza Antifascista, chi relega questi fatti nel limbo dell'oblio di un passato troppo lontano per poter essere ricordato.
Ma quel passato è ancora qui, fra di noi, e non può essere negato:
quel passato è presente nella nostra Costituzione Italiana, nata dai valori della Resistenza e dell'antifascismo quel passato è presente in molti uomini e in molte donne che lo vissero personalmente o attraverso le testimonianze dirette dei loro padri e delle loro madri quel passato è presente nei fascismi e nei razzismi che ancora pullulano, sotto varie forme e diversi nomi, nelle nazioni d'Europa e nella mente di molti cittadini europei,nelle idee di alcuni partiti e governanti italiani che dimostrano disprezzo quotidiano della democrazia, della Costituzione, delle minoranze, delle opposizioni e dei dissidenti .
ONORE AI PARTIGIANI BUON 25 APRILE A TUTTI


















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remake degli Ustmamò