SAN MINIATO - Il pd nega l'intitolazione di una piazza a Carlo Giuliani
Scritto da: boksic on Ott 1, 2011
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Esprimo tutta la mia profonda indignazione, per questa vicenda.
La motivazione del pd è stata "Il carabiniere ha sparato per legittima difesa". il pd è troppo preso dai "suoi affari", per conoscere come sono andati i fatti a Genova nel luglio 2001. Durante quei giorni, è stato sospeso lo stato di diritto. Noi a Genova c'eravamo, e abbiamo visto chi erano i violenti. Le violenze sui manifestanti, la Diaz, Bolzaneto, i gas cs, che hanno sparato. ad altezza d'uomo, e addosso ai manifestanti, così ome in Val di Susa. A Genova, siamo tornati dopo 10 anni per costruire un'alternativa. Genova è dentro noi!! CON CARLO NEL CUORE!!
Il comunicato stampa di Rifondazione comunista che con Sel, ha presentato la mozione in consiglio comunale.
Rifondazione: "Il PD sta con i carabinieri che sparano
"Il partito ha pensato bene di non votare la mozione da noi proposta, insieme a SeL, per l’intitolazione di una piazza a Carlo Giuliani"
Il partito della Rifondazione comunista di San Miniato ha diffuso questo comunicato sul voto del consiglio comunale che ha bocciato l'intitolazione di una piazza a Carlo Giuliani:
È inquietante assistere alla deriva sicuritaria e forcaiola del PD di San Miniato, che a La Serra organizza iniziative che cavalcano le paure della gente magari sperando di raccattare qualche voto. Tra un po’ si metteranno a organizzare ronde anti ladri, per sviare l’attenzione da quelli che sono i veri problemi del nostro territorio, ovvero il degrado ambientale, i rischi sociali e occupazionali.
E per legittimarsi ancor più come partito dell’ordine costituito, il Pd saminiatese ha pensato bene di non votare la mozione da noi proposta, insieme a SeL, per l’intitolazione di una piazza a Carlo Giuliani, il giovane colpito mortalmente alla testa dallo sparo di un carabiniere durante una manifestazione contro il G8 a Genova nel 2001, poi finito a pietrate e investito più volte da una jeep dell’Arma. Appare purtroppo ormai esplicita la volontà di quel partito di stare dalla parte delle forze dell’ordine sempre e comunque, anche in contesti, come l’intera vicenda del G8, in cui queste attuarono una incredibile sospensione della democrazia o, come ebbe a dire perfino D’Alema, misero in atto metodi “cileni”.
Ma quel che fa più tristezza è vedere dei giovani consiglieri comunali costretti a votare schiacciati dall’ordine di scuderia, rinnegando quei valori che giovani come loro, dieci anni fa, cercarono di far crescere nel nostro Paese pensando davvero che un altro mondo fosse possibile. E che lo Stato represse con brutalità, chiamandola legittima difesa. Quella che il capogruppo del Pd ha burocraticamente addotto come motivazione per non votare a favore di Piazza Carlo Giuliani.
Tra feroci faide interne, derive sicuritarie, lapsus freudiani del suo segretario comunale che ne svelano la latente omofobia, espulsioni di militanti che manifestano comportamenti diversi dalla morale corrente (come accaduto alla giovane segretaria di Cigoli), commistioni tra affari e politica, non si sa davvero dove stia andando il Pd di San Miniato. Non lo sa nessuno, ma soprattutto non lo sanno neppure loro.
Fonte: Partito della Rifondazione Comunista San Miniato















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