...abbiamo il bisogno di illuderci che ci sia qualcosa che sia per sempre. Forse c'è stato un tempo in cui ne eravamo pure fortemente convinti. Ah, bel tempo! Il tempo (...). Poi cosa succede?
Come tanti piccoli Frédéric la nostra vista sulle cose, sulla terra, sulla carne che siamo, sulla passione, si fa maledettamente nitida in maniera inversamente proporzionale ai nostri corpi, progressivamente più sfocati. Paghiamo forse un eccesso di linearità che non sappiamo neanche dove vada (a finire). Se ci va. Ma ci va.
Vorrei non aver mai imparato il significato delle parole "sempre" e "fine". Vorrei pensare, sentire, sorridere, dare e avere non a tempo determinato. Ma tutto sembra andare in direzione opposta. Soffia ormai un vento troppo forte che annebbia la vista dell'infinito, nel tempo, nello spazio.
Forse c'è una bambina da qualche parte con un cappello rosso e senza ombrello che ancora lo vede.
Propositi per il nuovo anno: sforzarsi di imparare di nuovo a illudersi, ma senza saperlo.
"La fine è nel principio, eppure si continua"












bella la nostra Melamarcia . .


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bella frase-- io la vedo così: La fine è nel principio, per questo si continua.
thanxxx melamarcia