Ne prendo atto e ci convivo perché non posso non stare con me stessa.
Vorrei riuscire a scrivere un poema d' amore, ma dalla penna non escono che scarabocchi di amore e morte. E giunta in fondo al foglio cancello tutto con inchiostro nero e pianto. Ma qualcosa resta. Qualcosa resta sempre.
Si può amare, certamente, ma solo in manicomio.
“Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace cambiare colore.
Mi piace cambiare di misura.”
Aspetto.
Ricaccio in gola un’onda di miele. Aspetto che faccia effetto.
Poi mi ricordo che lo partorisco io. Il miele.
Un’altra onda di miele.














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