La moViola: La Speranza è l’ultima a morire
Scritto da: Empoli5Stelle on Dic 20, 2011

La scorsa domenica ho assistito -e non giocato, a causa del polso rotto della settimana precedente- a una bella partita, maschia e cattolica. Maschia per le consuete legnate -stavolta più numerose e intense del solito-; cattolica, perché sofferta, passionale, combattuta. Una partita piena di Speranza, come il nome della squadra avversaria.
Squadra avversaria che ha perso, seppur non con demerito, ma che comunque vada mi ha profondamente colpito, oltre che per i valori calcistici espressi in campo, per un aspetto socioculturale interessantissimo: è una squadra interamente composta -se mi sbaglio chiedo venia- da ragazzi marocchini. Ed è bello vedere un gruppo di ragazzi di altro passaporto, lingua, razza e religione che, attraverso una semplice iscrizione a un campionato UISP, realizza quello che è a mio avviso l’ABC dell’integrazione: giocare con gli altri. Anche con le mazzate made in UISP.
E così un campaccio di periferia destinato per ubicazione alla più triste toscanitudine, anche grazie al supporto tecnico e scenografico di una bella domenica di sole, è diventato il centro reale di un processo interculturale reale, vero.
L’UISP, con tutti i suoi limiti e difetti, ha reso possibile con una partita di calcio (e soprattutto di calci, va detto) più di quello che politici da anni fanno con le chiacchiere: far stare insieme, “gli uni contro gli altri armati”, 22 (+riserve) ragazzi mediterranei con mutandoni e maglie numerate.
Perché l’integrazione, il remar tutti dalla stessa parte, il tenere insieme Baracca Italia, checché se ne dica non è appannaggio di mari e Monti, ma di giovani lavoratori che dal lunedì al venerdì -anzi alla domenica- si spezzano per tenere in piedi il PIL, tener basso lo SPREAD, proteggere i BOT: per tenere a bada, per capirsi, tutte le brutte sigle che ci stanno avvelenando quest’esistenza di stenti e patimenti.
E che bello sarebbe se potessimo spazzarle via queste sigle, come sarebbe bello spazzare via quelle dei partiti, che stanno all’amministrazione della cosa pubblica, come le pulci agli animali domestici.
Speriamo davvero che vengano spazzate via queste benedette sigle. Perché ci sarebbe più vita senza questi parassiti astratti nei fatti e concretissimi nei danni. E finché c’è vita, si sa, c’è anche Speranza….












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