Il Governo che sta dalla parte delle vallette, ma contro i lavoratori...
Scritto da: federazione:sinistra:empolese on Mar 7, 2010
In questa fase della comunicazione politica italiana si fa un po'
fatica a parlare dei problemi reali del paese (a partire dal lavoro).
Sembra quasi d'essere “fuori tema”, tra vicende di vallette, scandali
di varia natura, interrogativi se la legge vada rispettata o meno
(vedasi questione liste elettorali del Lazio e della Lombardia),
ecc...
Eppure, mentre si fa un gran parlare di tutto ciò il Governo si muove
ed adotta provvedimenti in sordina che incidono/incideranno
profondamente sul futuro degli Italiani. Sul tema del LAVORO dobbiamo
dire che il Governo ha proprio le idee chiare....peccato che siano
contro i lavoratori.
Pochi sanno infatti che l’aula del senato ha approvato mercoledì 3
marzo, in via definitiva, il disegno di legge sul lavoro, che aggira e
smantella di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori
attraverso l’introduzione di norme sull’arbitrato per risolvere le
controversie di lavoro. La legge è stata approvata con 151 voti
favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti. Il provvedimento contiene fra
l’altro norme sui lavori usuranti, gli ammortizzatori sociali,
l’apprendistato e le controversie sul lavoro.
Il voto del senato è una vera e propria controriforma che mina
radicalmente i diritti del lavoro. Si tratta dell’abrogazione di fatto
e surrettizia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in difesa
del quale nel corso di questi anni tanta parte delle classi
lavoratrici e del paese si è impegnata per arginare gli attacchi
sempre più ignobili e spudorati da parte della destra berlusconiana.
La nuova norma varata dall’aula di palazzo Madama limita la competenza
del giudice e privilegia il canale dell’arbitrato e della
conciliazione per tutte le controversie di lavoro, tra cui quelle
legate al trasferimento di azienda e al recesso.
Ma che cos’è un arbitrato e chi fa le veci di un arbitro? L’arbitrato
è un giudizio privato con cui le parti, al momento della stesura del
contratto, con una clausola, oppure a controversia già insorta,
scelgono di rimettere la risoluzione di questa alla decisione di uno o
più arbitri, escludendo così definitivamente il ricorso al giudice
ordinario. Gli arbitri sono persone iscritte nell'elenco degli Arbitri
della Camera di Commercio, esperte nei settori economico-giuridici e
che hanno ricevuto un'apposita formazione per la gestione delle
procedure arbitrali .
La differenza sostanziale tra il giudizio arbitrale e quello del
giudice sta nel fatto che mentre il giudice, nel prendere la sua
decisione su una questione, si deve rifare alle leggi inerenti
l’argomento, l’arbitrato decide in base a ciò che lui ritiene più
giusto.
Le possibilità previste per ricorrere all’arbitrato in funzione della
risoluzione delle controversie tra datore di lavoro e lavoratore sono
due. La prima, virtualmente più sicura, è attraverso i contratti
collettivi nell’ambito di cui le parti possono stabilire i limiti in
cui l’arbitrato può essere esercitato. Se però le parti falliscono nel
trovare un accordo, può intervenire il ministro per decreto. La
seconda possibilità è che il singolo lavoratore accetti un accordo
secondo cui il proprio contratto di assunzione preveda il ricorso
all’arbitrato per risolvere le controversie, incluso il ricorso
all’arbitrato secondo equità: ciò implica la possibilità di bypassare
le norme inderogabili di legge, quindi diritti come l’articolo 18, le
retribuzioni o le ferie. Tale accordo può essere stabilito anche nel
corso del rapporto di lavoro.
Una norma che dunque devasta di fatto l’articolo 18 e pone brutalmente
i lavoratori in una condizione soggiogata e ricattabile. Basti pensare
alla posizione di assoluta debolezza contrattuale del lavoratore
precario o comunque di qualunque lavoratore al momento della stipula
del contratto di lavoro...
Infatti secondo la norma in questione, anche se si prevede una scelta
tra arbitrato e giudice, il datore di lavoro in fase di contratto di
assunzione potrebbe obbligare il lavoratore, che risulta, proprio
perché ancora non assunto, in un momento di estrema debolezza
negoziale, a firmare una clausola compromissoria tale da accettare in
caso di controversia un arbitrato.
I sindati confederali, tranne la CGIL, hanno condiviso questa
norma....
Come Federazione della sinistra ci rivolgiamo a tutte le forze
democratiche e invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi fin da subito
per far sentire la propria voce della civiltà e del diritto contro
questo ennesimo scempio operato dalla destra: per chiedere al
presidente Giorgio Napolitano di non firmare questa norma
incostituzionale; per costruire un movimento democratico e
partecipativo in difesa delle libertà e i diritti individuali e
collettivi; per realizzare il referendum abrogativo della legge. Un
referendum che si deve affiancare alla difesa attiva del lavoro a
partire dai territori.
Per questo motivo siamo ancora più convinti che la risposta in
positivo a questi atti del Governo contro i lavoratori possa risiedere
anche nella nostra proposta di legge regionale sul lavoro (che prevede
l'estensione degli ammortizzatori sociali, una moratoria dei
licenziamenti, il contrasto urbanistico alle delocalizzazioni ed un
rinnovato ruolo del pubblico nella gestione del ciclo economico) e
nella nostra proposta locale di costruzione di un fondo di solidarietà
per i lavoratori scoperti dagli ammortizzatori sociali.
Attiviamoci e mobilitiamoci contro il Governo e per l'estensione dei
diritti sui territori!
www.sinistraempolese.tk
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