Il Governo che sta dalla parte delle vallette, ma contro i lavoratori...

Scritto da: federazione:sinistra:empolese

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In questa fase della comunicazione politica italiana si fa un po'

fatica a parlare dei problemi reali del paese (a partire dal lavoro).

Sembra quasi d'essere “fuori tema”, tra vicende di vallette, scandali

di  varia natura, interrogativi se la legge vada rispettata o meno

(vedasi questione liste elettorali del Lazio e  della Lombardia),

ecc...

Eppure, mentre si fa un gran parlare di tutto ciò il Governo si muove

ed adotta provvedimenti in sordina che incidono/incideranno

profondamente sul futuro degli Italiani. Sul tema del LAVORO dobbiamo

dire che il Governo ha proprio le idee chiare....peccato che siano

contro i lavoratori.

Pochi sanno infatti che l’aula del senato ha  approvato mercoledì 3

marzo, in via definitiva, il disegno di legge sul lavoro, che aggira e

smantella di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori

attraverso l’introduzione di norme sull’arbitrato per risolvere le

controversie di lavoro. La legge è stata approvata con 151 voti

favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti. Il provvedimento contiene fra

l’altro norme sui lavori usuranti, gli ammortizzatori sociali,

l’apprendistato e le controversie sul lavoro.

Il voto del senato è una vera e propria controriforma che mina

radicalmente i diritti del lavoro. Si tratta dell’abrogazione di fatto

e surrettizia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in difesa

del quale nel corso di questi anni tanta parte delle classi

lavoratrici e del paese si è impegnata per arginare gli attacchi

sempre più ignobili e spudorati da parte della destra berlusconiana.

La nuova norma varata dall’aula di palazzo Madama limita la competenza

del giudice e privilegia il canale dell’arbitrato e della

conciliazione per tutte le controversie di lavoro, tra cui quelle

legate al trasferimento di azienda e al recesso.

Ma che cos’è un arbitrato e chi fa le veci di un arbitro? L’arbitrato

è un giudizio privato con cui le parti, al momento della stesura del

contratto, con una clausola, oppure a controversia già insorta,

scelgono di rimettere la risoluzione di questa alla decisione di uno o

più arbitri, escludendo così definitivamente il ricorso al giudice

ordinario. Gli arbitri sono persone iscritte nell'elenco degli Arbitri

della Camera di Commercio, esperte nei settori economico-giuridici e

che hanno ricevuto un'apposita formazione per la gestione delle

procedure arbitrali .

La differenza sostanziale tra il giudizio arbitrale e quello del

giudice sta nel fatto che mentre il giudice, nel prendere la sua

decisione su una questione, si deve rifare alle leggi inerenti

l’argomento, l’arbitrato decide in base a ciò che lui ritiene più

giusto.

Le possibilità previste per ricorrere all’arbitrato in funzione della

risoluzione delle controversie tra datore di lavoro e lavoratore sono

due. La prima, virtualmente più sicura, è attraverso i contratti

collettivi nell’ambito di cui le parti possono stabilire i limiti in

cui l’arbitrato può essere esercitato. Se però le parti falliscono nel

trovare un accordo, può intervenire il ministro per decreto. La

seconda possibilità è che il singolo lavoratore accetti un accordo

secondo cui il proprio contratto di assunzione preveda il ricorso

all’arbitrato per risolvere le controversie, incluso il ricorso

all’arbitrato secondo equità: ciò implica la possibilità di bypassare

le norme inderogabili di legge, quindi diritti come l’articolo 18, le

retribuzioni o le ferie. Tale accordo può essere stabilito anche nel

corso del rapporto di lavoro.

Una norma che dunque devasta di fatto l’articolo 18 e pone brutalmente

i lavoratori in una condizione soggiogata e ricattabile. Basti pensare

alla posizione di assoluta debolezza contrattuale del lavoratore

precario o comunque di qualunque lavoratore al momento della stipula

del contratto di lavoro...

Infatti secondo la norma in questione, anche se si prevede una scelta

tra arbitrato e giudice, il datore di lavoro in fase di contratto di

assunzione potrebbe obbligare il lavoratore, che risulta, proprio

perché ancora non assunto, in un momento di estrema debolezza

negoziale, a firmare una clausola compromissoria tale da accettare in

caso di controversia un arbitrato.

I sindati confederali, tranne la CGIL, hanno condiviso questa

norma....

Come Federazione della sinistra ci rivolgiamo a tutte le forze

democratiche e invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi fin da subito

per far sentire la propria voce della civiltà e del diritto contro

questo ennesimo scempio operato dalla destra: per chiedere al

presidente Giorgio Napolitano di non firmare questa norma

incostituzionale; per costruire un movimento democratico e

partecipativo in difesa delle libertà e i diritti individuali e

collettivi; per realizzare il referendum abrogativo della legge. Un

referendum che si deve affiancare alla difesa attiva del lavoro a

partire dai territori.

Per questo motivo siamo ancora più convinti che la risposta in

positivo a questi atti del Governo contro i lavoratori possa risiedere

anche nella nostra proposta di legge regionale sul lavoro (che prevede

l'estensione degli ammortizzatori sociali, una moratoria dei

licenziamenti, il contrasto urbanistico alle delocalizzazioni ed un

rinnovato ruolo del pubblico nella gestione del ciclo economico) e

nella nostra proposta locale di costruzione di un fondo di solidarietà

per i lavoratori scoperti dagli ammortizzatori sociali.

Attiviamoci e mobilitiamoci contro il Governo e per l'estensione dei

diritti sui territori!

 

www.sinistraempolese.tk

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