I referendum secondo il PD

Scritto da: Empoli5Stelle

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E’ successo il patatrac. Si stava discutendo il nostro OdG sull’acqua pubblica, per dare seguito ai referendum del 12-13 giugno scorsi. Un documento di indirizzo politico volutamente blando per andare a trovare posizioni condivise a tutte le forze politiche.
Quello che ci interessava era rispettare l’indirizzo che i cittadini hanno dato votando Sì all’abrogazione di determinate normative, ovvero riportare la gestione del servizio idrico sotto il controllo pubblico.
Atto di indirizzo che era riuscito a trovare la convergenza di un ampia parte del panorama politico empolese dall’UDC all’IDV passando per la sinistra alternativa e la Federazione, oltre ovviamente a noi che eravamo i proponenti.
Lo stesso PDL si è astenuto dalla votazione rispettando in un certo qual modo il volere dei propri elettori che per oltre il 50% votarono Sì ai referendum.
I due punti più “corposi” tra le richieste erano il terzo:
“Una progressiva acquisizione di quote del capitale privato delle società da parte dell’Ente pubblico (regione e/o comuni) in Toscana”
e l’ultimo, il decimo:
“Ad elaborare entro sei mesi e darne adeguata pubblicità un piano programmatico con i passaggi necessari per riportare il servizio idrico integrato completamente di proprietà e gestione pubblici”
Chiedevamo in sostanza di capire come tornare in possesso delle quote del socio privato, non si capisce altrimenti come sia possibile un ritorno alla gestione pubblica, oltre a rendere noto ai cittadini quali sono i passaggi necessari che l’amministrazione dovrebbe compiere per riappropriarsi del servizio idrico.
Due punti questi ultimi non digeriti dalla maggioranza PD, che per bocca del consigliere Piero Bartalucci (AD Acque Industriali S.r.l) chiede che vengano tolti votando l’atto per punti, tradendo senza ombra di dubbio lo spirito del referendum.
Il bello viene quando, probabilmente per colpa di una falla nel regolamento, capiamo che l’atto nella sua interezza così come lo avevamo presentato non veniva votato dal Consiglio Comunale.
Se questa è la misura nessun atto verrà mai bocciato, la maggioranza potrà infatti modificarlo a piacimento e votarlo in proprio, cosa che è avvenuta, l’OdG infatti passa senza due punti sostanziali con le opposizioni che abbandonano l’aula.
Poco rispettosa della democrazia anche la posizione del presidente Piccini, espressione del Partito Democratico, appare infatti evidente che in caso di errore nel regolamento qualora una pratica non sia espressamente vietata debbano essere tutelate le forze di minoranza, per tutelare la maggioranza dovrebbero bastare i numeri.
Crediamo che questo modo di fare politica non sopravvivrà a lungo, i cittadini che in massa si sono recati alle urne il giugno scorso hanno il diritto di sapere se il nostro Comune ha la volontà di farsi carico o promotore della riacquisizione delle quote attualmente in mano ai privati.

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