Di quando volavi, spaesato, e di quando un attimo dopo ti ho spezzato entrambe le ali, per poi non avere nemmeno il coraggio di guardarti. Se cercavi il sud stavi sbagliando direzione, ti dico… se stavi scappando mi spiace, finalmente ti eri perso, e non ti avrebbero più trovato qui.
Adesso, avvolto nelle lenzuola umide della mia notte, marcisci.
Non si ha che da marcire.
Più o meno lentamente, a volte muovendosi maliziosamente tra le stesse lenzuola che ti fanno giaciglio di morte.
Di quando si è animali senza saperlo.
Di sempre che lo si è morenti, altrettanto inconsapevolmente.
Se avessi il coraggio di guardarti ancora, mi spezzerei anche io un’ala… facendo attenzione che resti una cicatrice. Ma non c’è stato sangue.
Listen, time passes, nero come la bibbia. L’Ecclesiaste non si perde mai.
Per chi suona la campana stamattina?














-




