Della prostituzione d’Empoli

Scritto da: Empoli5Stelle

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Ordinanza antiprostituzione, probabilmente qualcuno se la ricorderà perché all’epoca fece discutere, molti altri se ne saranno dimenticati perché non ha cambiato di una virgola la loro vita.
Pochi sanno però il motivo per cui non ne abbiamo più sentito parlare e perché non è stata riproposta una volta che le poche prostitute presenti “su strada” nel Comune di Empoli si sono spostate da via Buozzi a via XI Febbraio.
Il motivo è semplice, nel mentre è intervenuta la Corte Costituzionale per sancire che il fondamento giuridico su cui poggiava tale ordinanza, il DL 92/08 (detto Decreto Sicurezza), violava tre articoli (3, 23, 97) della nostra “Carta Fondamentale”.
L’argomento ritorna oggi di attualità non solo in seguito all’interrogazione del MoVimento 5 Stelle in merito all’ordinanza 124/2010 del Sindaco Cappelli, ma anche perché tale norma è reinserita nella bozza del regolamento di polizia municipale che presto sarà comune a tutto il Circondario.
Ledere l’articolo 3 della nostra Costituzione significa non solo ledere un principio fondamentale del nostro paese, ma anche un principio cardine di tutti gli stati democratici e costituzionali, ovvero l’uniformità della legge su tutto il territorio nazionale.
La sentenza della Corte Costituzionale insomma non solo stronca in maniera netta il Decreto Sicurezza dell’ex Ministro Maroni, ma rende di fatto illegittimi tutti quegli atti che senza avere rango di legge tentano di imporre un tributo per un qualcosa che non è reato.
Ma il problema è a monte, i Consigli Comunali, ma più in generale le amministrazioni, si sono negli anni auto-delegittimati togliendosi facoltà di parola su tutti quei temi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini, come rifiuti, acqua, trasporti, tutte cose impacchettate dentro SPA e portati all’esterno del potere decisionale della politica e dei cittadini.
E’ probabilmente per questo motivo che sindaci, o aspiranti tali, in cerca di un po’ di visibilità e di facile consenso si propongano norme di questo tipo, palesemente incostituzionali, quando basterebbe probabilmente amministrare bene la cosa pubblica.

Testo completo interrogazione

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