De felicitate cibi

Scritto da: Melamarcia

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Melamarcia

Poche cose mi fanno dimenticare di me medesima. Tra queste quell'esperienza sublime che é data da un palato bagnato da buon vino e rallegrato da succulente pietanze. Vi capita mai? Quelle bolle che danzano nella bocca, e che si uniscono in concupiscenza con quelle sarde che sanno di mare e peccato. E poi nell'aria suona quella musica, son archi che hanno il sapore di passato, e mi riportano indietro in un non luogo ancestrale dove niente di cattivo può accadere. E' il momento dello sgombro poi, che un tempo fu forse felice nelle acque di un mare sconosciuto, e che ora quasi provoca la fuoriuscita di una lacrima di piacere, affumicato dalla vita in un atto di cremazione suprema. Rest in peace. Mi dispiace, caro sgombro, ma é un mondo cattivo. Il più forte vince, e forse un giorno verrà punito per questo. Ma intanto resta in estasi. Oggi é forse troppo tardi per te, oh sgombro biancastro di una purezza innocente, ma domani potrebbe esserlo per me. Così ti mangio, e godo. E mentre il climax delle viole si impone nell'ambiente, resta niente in un piatto orfano. E io mi accingo a far unire in un atto sessuale nella mia bocca le pere e il cioccolato di quella torta. Orgia di piacere. La cannella resta a guardare, ogni tanto si intromette avida. E mi alzo dalla tavola più felice. de felicitate cibi!

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