
In occasione del Linux Day abbiamo presentato un’interrogazione relativa alla dotazione hardware e software del Comune, nonché di conoscere le spese relative alle utenze telefoniche. Ci preme sottolineare la solita scorrettezza di far rispondere il dirigente alle interrogazioni, cosa alla quale siamo tristemente abituati. Ad organo politico, quale siamo, risponde organo politico (art. 34 comma 1 Regolamento CC), è implicito nella parola “interrogazione” sapere se l’amministrazione percepisce l’oggetto come un problema e come intende risolverlo.
Le spese per il comparto software possono essere suddivise in due parti: gestionali per quello concernente il lato server e sistemi operativi, antivirus e office per quello che riguarda il lato client.
La prima voce è senza dubbio la più rilevante, 464 mila € per il quadrimestre 2006 – 2010, ma è anche vero che è la più difficilmente comprimibile in quanto alcune licenze acquistate negli anni scorsi richiedono sistemi operativi non open.
Non trascurabile comunque il lato client con 112 mila €, sempre nel medesimo periodo, dove con una politica di migrazione ad open source si sarebbe potuta portare questa voce molto prossima allo zero. Ci stiamo muovendo a piccoli passi, ma la sensazione netta è che questo avvenga per un esigenza di contenimento costi più che per scelte politiche.
La richiesta relativa alle spese di telefonia serviva per valutare eventuali vantaggi di un passaggio, anche parziale, ad una telefonia tramite internet (VOIP).
Il Comune di Empoli si affida per i servizi di telefonia a quattro gestori (Telecom, Fastweb, Tim e Wind) spendendo ogni anno oltre 160 mila euro, non serve una laurea alla Bocconi per capire che facendo una unica gara di appalto su cifre di questa entità potrebbe esserci un notevole risparmio.
Se poi consideriamo che alcuni comuni che sono passati al VOIP hanno ottenuto risparmi anche del 60% appare evidente che si debba fare di più e in fretta.
Curioso infine venire a conoscenza del fatto che i siti degli undici comuni verranno uniformati e su piattaforma open (Joomla) cosa che avevamo inserito tra le nostre richieste per entrare nell’assemblea del Circondario e che venne considerata, al pari di altre, troppo programmatica.

scritto da Linux User, dicembre 18, 2010
Ad Empoli mi sembra molto attiva come associazione del settore Golem http://golem.linux.it che lavora sul territorio con corsi, trashware e formazione open source.













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Distribuire i soldi a pioggia è un po' come alzare le tasse un po' a tutti, chi non ha problemi non senti il cambiamento, gli altri arrancano, ma soprattutto non c'è una scelta politica di indirizzo dietro.
Molte associazioni hanno perso quella che era il loro scopo sociale, ma vengono ugualmente finanziati con diverse migliaia di euro l'anno, il Golem avrebbe bisogno di una situazione un po' + stabile, 20mq e 300€ l'ann, ma ad oggi la situazione è provvisoria (guinzaglio corto).
Comunque venendo all'interrogazione ed alle tue considerazioni non capisco il discorso del dual boot, se c'è un dual boot serve comunque un sistema operativo commerciale.
Comunque come detto ci stiamo pian piano muovendo verso "l'open" più per esigenze di contenimento costi che per scelte politiche. Ma questo poteva esser fatto assai prima. Basti pensare al nostro computer nella stanza del gruppo: windows, pacchetto office standard e antivirus, diverse centinaia di euro per un computer che serve per andare su internet e scrivere qualche articolo o qualche atto per il consiglio con un word processor.