Si terrà a Livorno, presso il TEATRO C ( via Maria Terreni) la seconda messa in scena di MD - Megalomania Delirante/ Marcelle Dupont - di Valentina Grigò e Stefano Filippi. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla vita e alle opere di Edith Piaf e ai testi di Igor Sibaldi. Dopo l'indiscusso successo e il tutto esaurito della prima, ancora un'occasione per vedere sul palcoscenico una strepitosa attrice in uno spettacolo toccante, graffiante, delicato e al contempo duro. Note, immagini, strani personaggi e riflessioni profonde sul disagio psichico. Progetto finalista al Premio Scenario 2009.
Chi è Marcelle Dupont? E’ davvero la figlia di Edith Piaf? Perché viene rinchiusa in un padiglione psichiatrico? La sua patologia è conclamata? Chi sono coloro che decidono il suo internamento e che ne dispongono le cure? E chi... i personaggi che incontra?
Domande che ne aprono altre più articolate: chi è malato e chi sano? Quali sono i criteri che stabiliscono la salute mentale? Cos’è la guarigione? Fino ad arrivare all’interrogativo ulteriore: chi siamo veramente?
Uno spazio claustrofobico, un tempo sospeso, un luogo d’internamento psichiatrico dove si coglie la necessità di agire per salvarsi, l’urgenza di ri/conoscersi, ri/uscire per incontrare finalmente una dimensione intera e autentica del Sé.
Spesso risuonano espressioni di sapore biblico, ricorrono i simboli dell’Arca e del Diluvio, come se si parlasse “dall’orlo estremo di qualche età sepolta”. E la “follia” dei personaggi internati permette, con il tipico ribaltamento di senso, di accedere a nuovi significati simbolici: “tutte le storie sacre parlano direttamente a te”.
Il linguaggio attoriale si fonde con quello del Teatro di Figura e con le immagini video, a creare un’articolazione di suggestioni contemporanee oniriche e paradossali come fosse il luogo di un’allucinazione cosciente.
Uno spettacolo, quindi, sul senso di identità, sul confinamento delle diversità, sui percorsi d’espiazione che possono indirizzare il cammino verso nuova luce.
Infine anche un omaggio indiretto alla figura di Edith Piaf e alla sua voce, capace, proprio per la sua qualità di “arrivare dritta al cuore”, di effetti catartici.
La regia è di Stefano Filippi, in scena unica attrice Valentina Grigò autrice anche dei video.
Preziosa la collaborazione artistica con Alessandra Garzella e Fabrizio Cassanelli che hanno seguito da vicino l’evolversi del lavoro.
Le figure sono di Valerio Cioni e gli oggetti di scena di Emidio Bosco e Paolo Grigò, il disegno luci di Orlando Bolognesi, le musiche di Andrea Serrapiglio e Michela Alberti.