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| Piemonte Share Festival 2009 - Multimedia |
| Martedì 27 Ottobre 2009 14:13 |
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L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale The Sharing. Composta da Chiara Garibaldi (Direttore generale), Simona Lodi (Direttore Artistico), e Luca Barbeni (Curatore), l’Associazione è da anni impegnata nella promozione e nella divulgazione dell’arte e della cultura digitale, espressioni di un patrimonio di conoscenze e di linguaggi creativi che vivono di connessioni digitali, scambi internazionali di saperi, contatti interdisciplinari, interazioni cross-mediali, progetti multimediali.
Giunta alla sua 5° edizione, la rassegna si colloca in una prospettiva di rete, di espansione condivisa sia con il territorio nazionale (collaborando con festival come Club to club, View, Netmage, Malafestival, Elettrowave) che con i poli di ricerca artistica e di innovazione tecnologica internazionali (come Ars Electronica a Linz, Sonar a Barcellona,Transmediale a Berlino, DEAF a Rotterdam). Ogni anno un tema trasversale influenza i contenuti del festival, dalle conferenze alle performance, attraverso una campionatura delle espressioni creative applicate alle tecnologie digitali (arte, musica, performance, installazioni, database cinema, software art, etc). Per la prima edizione del 2005 si è scelto come tema guida il flusso culturale, Wave, che si genera attraverso l’utilizzo della tecnologia digitale e di Internet. Il flusso digitale inteso anche come punto di riferimento per le comunità virtuali che agiscono sul web generando nuove forme di interattività e nuove ondate di sperimentazioni nell’arte, nella cultura e nella comunicazione. L’edizione del 2006, realizzata in occasione della XX Olimpiade invernale Torino 2006 che si è svolta durante i Giochi Paralimpici, ha avuto come tema il superamento del limite, il Limite Valicabile. Nella società della tecnologia dell’informazione questo tema rappresenta molti versanti della sfida intellettuale che anima la ricerca tecnologica. Trasmissione a distanza, realtà virtuale, ambienti intelligenti, ma anche l’open source, la questione copyright/copyleft, la licenza Creative Commons, sono contesti tecnologici e giuridici con cui noi stiamo ora imparando a convivere e che sono stati progettati per il superamento della dimensione spazio temporale, il superamento della fisicità, il superamento dei vincoli del corpo, il superamento del digital divide. Nel 2007, anno in cui viene anche istituito lo Share Prize (premio internazionale dedicato all’arte e alla cultura digitale), il tema affrontato è stato Digital Affinity/Communities Now. Grande considerazione viene data ai processi e ai protocolli che regolano le comunità attraverso scambi creativi, riflessivi, tecnologici e innovativi. Le comunità quindi non rappresentano solo nuove forme di aggregazione, bensì un modo di essere e di vivere, un progetto collettivo e una cultura che unisce oggi un miliardo e 80 milioni di persone, i cui legami non hanno base puramente geografica o familiare, ma sono ispirati da un’affinità culturale, ideologica e politica. Per il Festival 2008, anno in cui Torino festeggia la prima World Design Capital, è stato invitato lo scrittore di fantascienza e giornalista Bruce Sterling a trascorrere 6 mesi a Torino per collaborare come curatore ospite alla manifestazione e per essere a disposizione della Città come risorsa intellettuale. Il tema di questa edizione è stato ManufacTURINg. In un rapporto sempre più stretto nell’era dell’informazione, design digitale e product design stanno progressivamente convergendo, anticipando quella dinamica di avvicinamento e compenetrazione tra mondo reale e mondo virtuale. Oggetto della manifestazione sono state quelle dinamiche che stanno portando verso una realtà integrata dove il passaggio tra digitale e analogico è sempre più naturale e continuo. Argomento trasversale dell’edizione 2009 del festival è Market Forces. In accordo con il nostro curatore ospite Andy Cameron (direttore creativo del dipartimento Interactive Design di Fabrica) abbiamo scelto questa tematica per le omologie e i contrasti che nascono dall’incontro delle forze del mercato e della cultura. Il mercato è diventato il terreno di scontro privilegiato per qualsiasi idea o prodotto dove le problematiche riferite al caos e al valore, al significato e alla casualità, alla politica e all’economia si scontrano. Queste astrazioni instabili e complesse hanno effetti concreti sulla nostra quotidianità. *************************************************************************************** L’edizione di quest’anno di Share Festival è stata spostata. Bisognerà aspettare un pò di tempo: “Market Forces” ha finito per essere il tema del festival fin più di quanto ci aspettassimo. Ciò significa che Share Festival non sarà, come pianificato a marzo 2009, ma si svolgerà dal 4 all’8 novembre 2009. Proprio questo momento globalmente difficile ci ha fatto riflettere profondamente. Ci siamo chiesti insieme al curatore ospite Andy Cameron cosa volevamo e cosa non volevamo fare nel futuro. Questo confronto ci ha portato all’obbiettivo di ri-progettare Share Festival nei contenuti e di legarlo maggiormente agli eventi di Torino che si occupano di musica, animazione e teatro in ambienti altamente tecnologici. Desideriamo anche aumentare il dialogo con il sistema dell’arte mainstream locale , perchè crediamo che questo dialogo porterà a un rafforzamento della nostra attività e quindi un aumento della capacità di realizzare un edizione di Share Festival sempre più interessante e creativa. Per questi motivi abbiamo scelto di posticipare Share Fest dal 4 al 8 novembre 2009 - -un mese dedicato alla arti contemporanee a Torino - per lavorare a rinnovare il progetto e costruire legami con i nostri colleghi degli altri festival. *************************************************************************************** MARKET FORCES Il mercato è diventato il terreno di scontro privilegiato per qualisiasi idea o prodotto dove le problematiche riferite al caos e al valore, al significato e alla casualità, alla politica e all’economia si scontrano. Queste astrazioni instabili e complesse hanno effetti concreti sulla nostra quotidianità. L’arte, proprio come il mercato, riguarda sempre più processi relazionali piuttosto che procedure rappresentative. Queste relazioni nascono grazie alle forze esterne alla cultura che intervenendo su di essa ne influenzano i livelli materiale, simbolico e strategico. Ogni forza costituisce una relazione. Ogni forza costituisce un potenziale in grado di influenzare, formare e creare. Il paradigma informazionale promosso da technoliberisti e neoliberisti ritiene che il “mondo sia piatto”, che i flussi di denaro, energie, cultura possano liberamente circolare su tutto il pianeta senza alcun ostacolo: così non è, esistono attriti e forze strutturali, economiche e culturali che interagiscono e si scontrano in ogni luogo. All’interno di questa visione si pensa che non esista null’altro che l’informazione libera di fluire, si pensa che tutto quanto esista all’interno di questo globo interconnesso, che non esista più nulla all’esterno, ma che tutto sia interno/connesso. Questa visione del mondo senza frizioni si scontra con la nostra realtà costituita da pattern di distribuzione, spazi di discussione, incontri complessi e tensioni locali. Il mondo non è piatto, è complesso. E’ la complessità, piuttosto che il paradigma informazionale, che caratterizza la nostra realtà: elementi differenti connessi secondo molteplici dinamiche, autorganizzanti, emergenti, aperti, adattivi, che nascono dal locale ma che hanno effetti globali, che vivono in un regime sempre lontano dall’equilibrio e che per questo evolvono. All’interno di questo contesto Share Festival 2009 analizza in particolare modo le relazioni che si sono create tra l’innovazione artistica e la comunicazione aziendale, che dovendo fare breccia all’interno di flussi informaizonali sempre più fitti ha bisogno dell’invenzione artistica per colpire il cliente/spettatore. Inoltre l’influsso delle forze del mercato è determinante la definizione di un valore per la new media art. “Nessuna teoria oggi esula dal mercato” Theodor Adorno. Andy Cameron |