Sanremo 2010: diversamente occupati, il rap denuncia di Arnald. Un blogger romano lancia una canzone sul precariato che sul sito Unmotivopersanermo è già stata cliccata da quasi 3mila utenti. I fan su Facebook sono già 180, e sul palco dell'Ariston, dove il brano è fuori concorso, come andrà? www.diversamenteoccupati.it - http://unmotivopersanremo.wordpress.com/
Povia canta di Eluana Englaro e della
dolce morte, Nino D'Angelo parla, tra le rime, della camorra, mentre Fabrizio Moro, dopo aver vinto tre anni fa la sezione giovani con 'Pensa', si ripresenta sul palco con un brano che chiama in causa il nostro sistema politico. L'impegno per i grandi temi è il leitmotiv che animerà quest'anno la sessantesima edizione del Festival di Sanremo, con artisti sempre più attenti al sociale e alla profondità.
Ma c'è anche chi, fuori concorso, vuole
dire la sua su quello che ormai è un flagello per le nuove generazioni: il precariato, una condizione che riguarda molti giovani a spasso. Diversamente occupati, così li chiama Arnald, un noto blogger e copywriter romano, da tempo impegnato nella lotta al fenomeno. I diversamente occupati sono diventati un libro scritto dallo stesso giovane impegnato, e poi il nome del sito internet su cui Arnald realizza servizi e vignette dalla satira pungente.
I video di Divesamente occupati ... Rap di Arnald per Sanremo 2010
In questa battaglia contro i diritti negati sul lavoro mancava una canzone,
perché dalla musica si può partire per dire qualcosa, per lanciare un grido di dolore e paura per il futuro che accomuna tante vite. Ecco che allora è nato un brano rap da presentare a Sanremo. Il brano, nudo e crudo, stringato ma efficace, sarà fuori concorso ma avrà il suo spazio all'interno del festival grazie a migliaia di utenti che lo hanno votato attraverso le varie piattaforme di Internet.
È partita proprio dal web la sfida dei lavoratori 'atipici', costretti a vagare
tra agenzie interinali e datori di lavoro senza pietà: il rap di rivendicazione è stato lanciato dal sito unmotivopersanremo.wordpress.com. Lo slogan, dice tutto: 'La causa dei precari merita il palco più grande'. "Diversamente occupati, diplomati, laureati - recita il ritornello -, ci hanno messo con le spalle al muro, senza un progetto per il futuro. Diversamente occupati, operai specializzati, per noi non c'è più rispetto, ma un futuro a progetto".
Sulla fan page di Facebook si legge: "Se anche per te progettare il futuro
significa al massimo decidere cosa fare nel week-end, aiutaci a conquistare il palco di Sanremo con il nostro brano: sarà una grande occasione per portare in ogni casa la nostra protesta e idee per il futuro". E la risposta dei 180 giovani sostenitori, invitati a scrivere e a lasciare un messaggio 'da portare sul palco' insieme al rap, non si è fatta attendere. In pochi giorni il motivetto anti precari ha fatto il giro di siti web, social network come Facebook ed è stato cliccato quasi 3mila volte.
Tra le mail che stanno giungendo in questi giorni alla Rai c'è quella di Robin
che scrive: "È un brano che va cantato a squarciagola in Italia", e Lidia: "Diamo visibilità ai problemi veri di questo paese. Niente è meglio di una canzone per cominciare". Quella dei precari non è la sola causa sposata da Arnald: sul suo blog i grandi temi vengono trasformati in vignette, ironiche e incisive come quella sul tanto acclamato processo breve; un uomo guarda la tv, dove un tale parla del processo breve, mentre lo spettatore sul divano esclama 'Il braccio corto della legge'.
"Ciao precari - scrive il pungente blogger - che la giustizia italiana sia
lenta è un fatto. Come un fatto è che per arrivare a una riforma sulla durata dei processi, c'è voluto un colpo di mano di una maggioranza (più quattro dell'opposizione, durante il voto segreto) assolutamente poco interessata ai problemi dei cittadini, ma solo a quelli del suo padrone". I precari sono raffigurati da Arnald tutti con una sorta di busta di cartone in testa che nasconde il loro volto, ma non i loro occhi, quasi a testimoniare un'individualità repressa, offuscata dai non diritti.
E
questo è il messaggio che Arnald vuole inviare a Sanremo, ma anche
oltre il palcoscenico. Peccato non sia possibile contattare l'ironico copywriter per saperne di più sulla sua iniziativa e le sue idee originali. "Nel 1985 Luis Miguel cantava: 'noi ragazzi di oggi noi, con tutto il mondo davanti a noi' - scrive il blogger - Ora che ce l'abbiamo dietro, il mondo, devo dire che non è tanto piacevole. Soprattutto quello del lavoro. Ma nessuno che ne parli mai, a Sanremo".
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