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| Le Nuove Reti Collaborative |
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| Venerdì 24 Aprile 2009 11:52 |
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Questi e tanti altri casi come questi, ci dicono che è possibile migliorare la qualità della vita quotidiana utilizzando prioritariamente le risorse esistenti: risorse umane (gli abitanti, le loro capacità e conoscenze) e quelle fisiche (le cose e gli spazi, le infrastrutture che già ci sono). Ci dicono che, contrariamente ai più diffusi stereotipi, le persone possono rompere la passività, uscire dalla logica dell’individualismo e mettersi in rete per arrivare, assieme, a dei risultati che abbiano valore “per sé e per tutti”. Cioè per ciascuno degli attori impegnati e per la collettività. In questo modo di fare c’è il carattere profondamente creativo dei casi d’innovazione sociale cui qui facciamo riferimento. Essi sono infatti delle attività volontarie, ma non sono il volontariato inteso come il darsi da fare per altri che sono in grave difficoltà. Queste attività di volontariato tradizionale sono certamente importanti e vanno promosse. Ma non è di queste che ci occupiamo ora: ci riferiamo ad attività in cui “ci si dà da fare” per un problema che sentiamo come nostro e che per essere risolto richiede collaborazione con altri. E che, nel risolverlo, produce un bene comune. Una qualità ambientale e sociale che è un bene di tutti. Reti sociali per il bene comune Certamente queste iniziative (che tecnicamente sono da vedere co-me dei servizi e/o delle attività di dinamizzazione sociale) Una convergenza possibile Il fatto che la società contemporanea sia caratterizzata da grandi problemi sociali ed ambientali è un dato di fatto oggi fin troppo evidente. Ciò che invece è assai meno in evidenza sono le sue possibilità. Che ci sono e sono altrettanto notevoli. Nella società contemporanea, infatti, vi è anche un enorme patrimonio di risorse sociali e tecnologiche che, se opportunamente valorizzate, potrebbero dare soluzioni efficaci e sostenibili a molti dei problemi che oggi dobbiamo affrontare. La prima di queste risorse è l’insieme delle capacità e delle competenze diffuse tra coloro che si confrontano tutti i giorni con questi problemi: in un mondo che cambia in fretta, solo chi è a diretto contatto con i problemi generati da tale cambiamento li conosce davvero e può dare utili idee su come affrontarli. Ed è su questo terreno fertile che nascono le reti collaborative cui si è accennato nel paragrafo precedente (e che questo dossier intende presentare). La seconda risorsa, ancora ampiamente sottoutilizzata è data dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Malgrado tanto se ne sia parlato, la loro potenzialità come strumenti per la soluzione dei problemi con cui la società contemporanea si confronta non è ancora stata veramente espressa. Vi sono però dei segnali promettenti che indicano come queste tecnologie possano essere oggi intese come sistemi abilitanti per inedite forme di servizio e di organizzazione sociale basate sulla capacità e la voglia delle persone di cooperare. Si apre dunque l’eccezionale possibilità di connettere tra loro le due grandi risorse: le capacità delle persone stesse e le opportunità offerte dalle tecnologie. E, così facendo, di rendere pensabile e praticabile una nuova generazione di servizi e di sistemi produttivi basati sulle capacità culturali, sociali e valoriali di cui le persone diffusamente dispongono. Autore: Ezio Mancini Commenti (0)
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