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| Pannolini? Meglio lavabili |
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| Mercoledì 02 Giugno 2010 14:30 |
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Passaggio fondamentale per la riduzione dei rifiuti è l’adozione su larga scala dei pannolini lavabili. Basti pensare che con una raccolta differenziata spinta all’80-85% i pannolini costituiscono fino anche al 20% di quello che viene conferito in discarica, perché gli usa e getta non sono riciclabili ed in discarica finiscono. Commenti (9)
![]() scritto da Claudia77, settembre 16, 2010
Volevo aggiungere un'altra cosa..giorni fa ho conosciuto una mamma africana con un bimbo di 14 mesi che già da tempo portava il pannolino solo la notte...io ero stupefatta, anche perchè ancora non parlava molto e non mi spiegavo come potesse avvertire per fare la pipì o la popò e la mamma candidamente mi ha risposto che quando gli scappava andava da solo a farla in bagno...loro iniziano ad abituarli già a 3 mesi...e poi i risultati sono questi...Altro che pannolini ecologici o lavabili...vabbè!!!!!
scritto da Claudia77, settembre 16, 2010
Io i pannolini lavabili li ho comprati...i Popolino, perchè sono gli unici che si trovano anche alla Coop, ne ho comprati 20 con tutto l'entusiasmo di usarli, ma poi la realtà è diversa...sono più scomodi per la bimba, specialmente ora che inizia a camminare si muove con più difficoltà...poi li devo cambiare più spesso, quindi quando dobbiamo uscire uso quelli "normali"; per non parlare invece dei primi mesi, quando i "liquidi" e i "solidi" fuoriescono molto facilmente dal pannolino lavabile...insomma...con il poco tempo di noi mamme non siamo molto incoraggiate...ora per esempio sto aspettando che mi dia il cambio la nonna e se le lascio anche la bimba con il pannolino lavabile addosso, le aggiungo una difficoltà in più...con tutto ciò, continuo a integrare i due tipi di pannolini sempre di più, anche perchè ormai li ho comprati e la spesa è abbastanza considerevole. L'ideale e il giusto compromesso, sarebbero quelli biodegradabili...e per quanto mi riguarda i Wip vengono prodotti a Prato, e stando a Firenze, il trasporto non inciderebbe molto sull'impatto ambientale. Sto cercando d'informarmi al riguardo di eventuali agevolazioni economiche che alcuni comuni fanno su questi tipi di prodotti. Questa è la mia esperienza. Buona sostenibilità a tutti!!!!
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scritto da ragazzaspietata, giugno 14, 2010
il problema non è la sostanza organica di cui all'oggetto.
il problema è il tempo perso a lavare e a inseguire un risultato igienicamente dignitoso e possibilmente non compromettente della funzionalità della lavatrice e della salubrità dell'ambiente del cestello. (e poi stiamo attenti a moltiplicare le lavatrici, perché è una spesa grossa oltre che un gesto altamente non ecologico). insomma, ben venga tutto quanto, ma che non debba ricadere sulle spalle della donna, che è anche lavoratrice + n altre cose (per fortuna). tutto qua. saludos scritto da MammaFlo', giugno 14, 2010
ma chi si lamenta di dover toccare l'interno dei pannolini, mi chiedo... come lava il culetto sporco di cacca del figlio?? boh!
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scritto da stellarossa, giugno 03, 2010
I pannolini lavabili si sciacquano al momento del cambio per togliere il "grosso" dello sporco, poi si possono mettere in un secchio con acqua, poco sapone di marsiglia e un paio di gocce di olio essenziale di lavanda o di albero del té (io preferisco la lavanda che, oltre alla gradevole profumazione, ha proprietà antisettiche e antibatteriche, proprio come il Tea Tree).
Una volta riempito il secchio, si mette tutto in lavatrice con pochissimo detersivo. Attenzione: i residui di detersivo possono diminuire il potere assorbente del pannolino. I pannolini vanno quindi lavati a 60° (almeno una volta su due) e sciacquati bene. L'ideale sarebbe poi stenderli al sole o vicino ad una fonte di calore. In alternativa, se proprio necessario, si può usare l'asciugatrice (per chi ce l'ha). Se non volete avere tra le mani il contenuto del pannolino del vostro bambino, esistono appositi veli biodegradabili da inserire nel pannolino stesso e che si possono gettare nel WC con il loro contenuto, lasciando il pannolino relativamente pulito. Tra i pannolini lavabili "moderni" (non ho esperienza con i ciripà o con i prefold) esistono versioni con l'interno in cotone (o altri materiali naturali come la canapa e il bambù) oppure in micropile. Entrambi hanno i loro pro e contro. Personalmente, trovo che quelli in fibra naturale siano più indicati in estate, perché maggiormente traspiranti (anche se il pile non è certo peggio dei pannolini usa e getta, che la maggior parte dei bambini sopportano tranquillamente), mentre quelli in micropile, idrorepellente, attenuano la sensazione di bagnato nei mesi freddi.ù . . solo un po' di pazienza/impegno in piu' ma un grande risparmio,di monete e di rifiuti!!
... scritto da ragazzaspietata, giugno 02, 2010
già, bel problema!
(il problema però è anche quello che sta dentro il pannolino da lavare !!! e un altro problema è: trovare il/la volontario/a per l'eroika operazione )-- l'ideale sarebbe forse usare un pannolino biodegradabile (di mais o simili)-- così si salvano: l'ambiente, le giornate, (i soldi forse no), la lavatrice, le mani (dipende da quale opzione di lavaggio si sceglie) e, last but not least, l'autostima!!! he he he (lo so, sono una ragazzaspietata, non lasposaperfetta) bye bye Scrivi commento
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Produrre, Comprare e Consumare a smaltire e pulire ci pensanno i nostri figli.
È più semplice non sporcare che pulire!