E’ chiaro a tutti o quasi… PDF Stampa
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Lunedì 10 Maggio 2010 16:32

Banner referendum acqua pubblica

Da tutta la Toscana la volontà dei cittadini verso una proprietà pubblica dell’acqua e verso una gestione con criteri pubblici è evidente, sono i numeri a dirlo con 27000 firme (60% dell’obiettivo regionale) raccolte in soli 10 giorni a favore dei tre referendum promossi dal forum nazionale movimenti per l’acqua.

Ad Empoli la maggioranza, nel Consiglio comunale del 5 Maggio, ha bocciato la mozione per l’acqua pubblica presentata da “Rifondazione Comunisti Italiani e Lista Marconcini” e sostenuta da una raccolta firme che oltre a ricevere il sostegno di 600 cittadini ha unito forze politiche estremamente eterogenee, si va infatti dall’UDC, all’IDV, alla lista 5 Stelle. Il testo è già stato approvato in molte città toscane come Anghiari, Agliana, Cantagallo, Cascina, Lamporecchio, Massa, Massa e Cozzile, Montemurlo, Pienza, Quarrata, San Gimignano, San Giovanni V.A, San Piero a Sieve, Suvereto, Vicchio, tutti comuni di amministrazione PD o comunque di area.

La mozione per l’acqua pubblica è uno strumento che intende valorizzare l’azione del consiglio comunale, dandogli la possibilità di esprimersi più incisivamente negli organi competenti. Il testo, preparato dal forum nazionale dei movimenti per l’acqua, chiede che nello statuto comunale venga riconosciuto «il diritto umano all’acqua, ovvero un bene comune pubblico», e di riconoscere « il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica»

Con il decreto Ronchi verrà espropriata la gestione dell’acqua, per dare vita ad una sua privatizzazione dai costi sociali ed economici inimmaginabili, questo atto voleva stabilire il semplice principio che l’acqua appartiene all’ente più vicino al cittadino che ne decide i modi di gestione.

Cosa questa del tutto legittima in quanto sia il Trattato di Lisbona sia la nostra Costituzione prevedono il principio di sussidiarietà ovvero è il comune che può decidere di regolare i servizi privi di rilevanza economica, in quanto ente più prossimo a chi dovrà usufruire di tale bene comune.

La maggioranza pur non facendo passare l’atto si è divisa, infatti si registra il voto contrario di cinque esponenti del Partito Democratico, l’astensione degli altri componenti dello stesso partito e ovviamente il voto favorevole dell’IDV, possono esserci posizioni diverse in una maggioranza su un tema così importante?

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