SFRATTO RINVIATO, ADESSO IL COMUNE TROVI UNA SOLUZIONE PDF Stampa
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Giovedì 11 Marzo 2010 13:28

Empoli, 11 Marzo 2010
Comunicato stampa, Sportello Sociale
Ancora una volta grazie ad un folto e determinato picchetto sicurezza
siamo riusciti a rinviare lo sfratto di una famiglia in difficoltà di
fronte alla crisi. Ancora una volta le amministrazioni comunali non
intervengono per garantire un tetto a famiglie in difficoltà. Succede
sempre così, la politica abitativa oggi è ridotta alla gestione delle
emergenze: finché non c'è il concreto pericolo che una famiglia vada a
finire sotto un ponte nessuno interviene. Adesso che lo sfratto è
rinviato all'8 di Aprile confidiamo che l'amministrazione di Montelupo
voglia trovare una soluzione adeguata per Mounir e famiglia, in modo da
consentire loro un passaggio da casa a casa, con un affitto sostenibile,
e da permettere al proprietario di poter rientrare in possesso della
casa senza altri problemi anche prima dell'8 Aprile, possibilmente.
La politica abitativa e l'emergenza sfratti, lo diciamo da tempo,
avrebbero però bisogno di una veduta di più ampio periodo: 70
appartamenti da assegnare in tutto nel circondario, a fronte di più di
mille richieste (il Tirreno del 3 Marzo 2010), sono dati che dovrebbero
far riflettere. Il 23 Marzo uscirà la graduatoria definitiva per gli
alloggi ERP a Montelupo, e Mounir e famiglia avranno almeno sei punti,
che già sono tanti, e forse sette, ma la speranza di avere
un'assegnazione, in questa situazione, quanto è verosimile?
Chiediamo per l'ennesima volta al circondario, e in particolare proprio
alla sindaca di Montelupo Rossana Mori (che ha la delega alle politiche
abitative), di aprire un tavolo che, prendendo atto della situazione di
estrema emergenza abitativa, voglia affrontare la situazione dal punto
di vista politico, dunque non in un'ottica di pura gestione delle
singole emergenze. Un tavolo che sappia individuare già nel breve
periodo delle strade percorribili per sopperire alla mancanza di alloggi
per le emergenze e per chi è in attesa della casa popolare, a partire
dal blocco della vendita del patrimonio pubblico e dal suo recupero e
riutilizzo a fini sociali.
Una politica abitativa per il circondario consentirebbe tra l'altro di
evitare lo sperpero di denaro pubblico (dunque di tutta la cittadinanza)
per pagare stanze in affittacamere alle famiglie sfrattate per cui non
sono disponibili alloggi emergenziali pubblici. A conti fatti, questi
interventi gravano non poco sulle casse comunali, e non risolvono
minimamente il problema casa.
ORDA PRECARIA
COBAS EMPOLI-VALDELSA

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