La Ventana – Fare paura… PDF Stampa
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Venerdì 29 Gennaio 2010 14:19

La Spagna non è il paradiso. In Spagna si ha il tasso di disoccupazione più alto d’Europa, un altissimo tasso di corruzione, evidenti problemi, ecc.

Ma la Spagna è un Paese normale, come direbbe l’eteronimo D’Alema. E in Spagna sono preoccupati, come in ogni Paese civile, di tutto ciò che sta succedendo a Casa Berlusconi, intendendo qui l’Italia come una parodia scollacciata e miserrima del più celebre -e ahimè decente- Casa Vianello.

E sono preoccupati soprattutto da un anno a questa parte, vuoi con i primi scandali fotografici delle puttane in Sardegna, vuoi con lo scudo fiscale, vuoi con il filotto di leggi sulla (in)giustizia: leggi non ad personam, bensì ad filium bonae dominae che probabilmente sarebbero incostituzionali anche all’inferno.


E la maggioranza degli spagnoli che fino a qualche tempo fa si limitava a prenderci in giro per la nostra masochista ossessione nell’avere un pagliaccio al timone dell’italica barca, adesso cominciano a preoccuparsi. A preoccuparsi non per noi, ma per loro stessi.
E la preoccupazione sta nell’esportabilità di certi usi e costumi: le città universitarie italiane lamentano che gli spagnoli abbiano portato troppa caciara e botellón (= collettive ubriacature di strada); qui la paura è che il troppo tollerare ciò che avviene in casa altrui possa spostarsi anche nell’ispanica casa, con il rischio che diventi casa di tolleranza.

Intanto mentre El País, ogni volta in modo più sconsolato, mette quotidianamente nella politica estera qualche riferimento al governo italiano -che sia per un alfano qualsiasi o per qualche squadrista padano poco importa-, l’informazione vicina a chi commette reati di corruzione tende sempre a citarci, del tipo: “guardate cosa fanno gli altri prima di criticare”.


Ormai l’Italia non è più una simpatica macchietta, né un esempio da evitare, ormai è un qualcosa di avvertito con un certo disagio.

 

 

 

 

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