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Si è svolta martedì la prima commissione (Ambiente e Territorio) di presentazione della nuova Pam che sorgerà “sulle ceneri” della ex vetreria Savia. Il progetto rientra in uno di quei recuperi dell’ex industriale di cui Empoli ha tanto bisogno e che da un anno a questa parte andiamo citando come una priorità della nostra città. L’edilizia è una gran bella cosa, rende la nostra vita migliore, ma è anche la prima causa di inquinamento al mondo, idrico, acustico, dell’aria, quindi va usata con parsimonia e con lungimiranza. All’assemblea erano presenti sia l’architetto progettista sia due amministratori del gruppo Pam.
Abbiamo rivolto le seguenti domande, per capire la strada che stavamo intraprendendo:
a) Se vi è un aumento di cubatura. b) Se si è pensato ad un recupero della struttura esistente. c)Se si è pensato ad una autosufficienza energetica, o quanto meno ad una compensazione, con l’installazione di pannelli fotovoltaici o solare termico. d) Se è previsto un recupero delle acque piovane. e) Cosa verrà fatto della colonica (sulla destra nella quarta foto). f) Che tipo di metallo verrà usato nella tamponatura esterna sul retro (pensavamo all’elevato impatto ambientale del ciclo dell’alluminio). g) Se si erano previsti dei lampioni a led. h) Perché la pista ciclabile si interrompe sul lotto e non prosegue lungo di esso per essere un giorno collegata a Montelupo. i) Se l’interno dell’edificio viene illuminato anche con luce naturale. l) Quanti dipendenti sono previsti.
Le risposte sono state in linea di massima poco precise, questo è dovuto essenzialmente al fatto che ci troviamo in una fase di progetto preliminare, quello che dobbiamo ammettere è che l’atteggiamento da parte di Pam e del progettista ci è sembrato positivo.
a1) In base al piano regolatore vi è un aumento del 50% rispetto alla ex vetreria, che deve essere usato per locali tecnici e non per vendita. Si parla di 20.000 metri cubi totali, con un aumento di circa 7000 metri cubi. Per dare un parametro di riferimento l’ormai tristemente famoso palazzo di Ponte a Elsa sono circa 23.000 metri cubi. b1) uno dei progetti iniziali prevedeva il recupero della struttura, che doveva comunque essere bonificata in quanto si tratta di un ex lavorazione vetraria, i costi per un recupero, oltre al fatto che secondo Pam commercialmente non sarebbe stata appetibile, hanno portato alla costruzione di un nuovo edificio. Apprezziamo il fatto di averci pensato. c1) E’ allo studio l’installazione di pannelli solari, sia termici che fotovoltaici, ma ancora nulla di concreto. E’ previsto un recupero del calore delle unità frigo per il riscaldamento. d1) E’ previsto il recupero delle acque piovane, ci è sembrata al cosa di più concreta realizzazione. e1) La colonica appare come una struttura indipendente, servita da un parcheggio autonomo, sembra un ristorante, ed infatti la proprietà non ha escluso che possa sorgervi proprio una attività di tipo ristorativo. f1) Alluminio, come sospettavamo. Il progetto come detto è in fase preliminare, di potrebbe forse quindi pensare a un acciaio verniciato. g1) Per i lampioni a led è un po’ complessa la situazione. Attualmente hanno un costo di impianto molto elevato che si dovrebbe compensare con costi di gestione e manutenzione estremamente vantaggiosi. Stanno studiando l’installazione di lampioni a led che forse vedremo nella parte di parcheggio pubblico, quella verso la città, ma ancora nulla di definito. La fiscalità dovrebbe probabilmente intervenire per cercare di limare lo svantaggio economico iniziale. h1) Gli uffici tecnici del comune ci confermano che portare una ciclabile fino a Montelupo incontra dei problemi successivi a quello dell’attraversamento del lotto. Troviamo comunque difficile immaginare che in un secondo momento la pista ciclabile che si interrompe in prossimità dell’ingresso possa proseguire da li verso est rimettendo in discussione il parcheggio. E poi si può arrivare in bici solo da Empoli? i1)Il tetto dell’edifico nel progetto preliminare è completamente “ricoperto” di lucernari, questi pensiamo dovranno spartire lo spazio con gli eventuali pannelli solari, probabilmente la proprietà dovrà fare dei conteggi economici tra costi e benefici tra i due. l1) Sono previsti 40 dipendenti a turno, la proprietà parlava di 80 equivalenti (ovvero nel settore si fa molto uso di lavoratori part-time quindi 80 sarebbero gli eventuali full time che possono diventare 100-110 reali )
Le critiche da fare a queste operazioni edilizio/commerciali sono molteplici, sul fronte occupazionale il conto andrebbe fatto su quanta occupazione si creerebbe se questi grossi centri di aggregazione non esistessero. Si va poi a creare un nuovo centro, questa volta sul lato est della città, che sposta comunque il polo di attrazione dal centro e che sarà raggiungibile essenzialmente con l’automobile. C’è da dire che si tratta di un piccolo, se proporzionato con la nuova coop, centro di vendita alimentare, che va comunque a recuperare una ex struttura e che riordina un zona di accesso alla città senza necessità di creare nuovi svincoli appositi.
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