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Peccato, perché speravo di sfruttare più a lungo la metafora calcistica approfittando dello scenario mondiale. Peccato, dicevo, perché l’Italia è stata meritatamente scaraventata fuori dal suo girone, girone popolato da onesti braccianti pallonai che hanno ridicolizzato i nostri scintillanti campioni del mondo, da oggi già ex. Beh, sarebbe troppo facile adesso sparare addosso a una squadra accusandola e insultandola, così come accuseremmo e insulteremmo del resto il nostro paese: squadra il cui dirigente massimo predilige un sistema clientelare al talento e ai meriti, sportivi in questo caso. Io non accuso né Lippi, né gli arbitri, né la fortuna, a cui tutto sommato dobbiamo un mondiale che nessuno si sarebbe mai sognato di vincere. Diciamo che, limitandoci a Lippi, il lord di Viareggio ha perso l’occasione di mettere un po’ da parte la sua megalomania e presunzione e forse, se non avesse di fatto boicottato Donadoni e non si fosse rimesso prepotentemente nel mezzo, forse adesso almeno il girone l’avremmo passato. E dopo il girone si tira a campare e in questo siamo bravi. Speriamo che questa ennesima italica disfatta, in un settore della società in cui la nostra autostima tutto sommato è accettabile, ci serva da lezione per poter immettere linfa nuova, vuoi nella nostra nazionale, vuoi nelle altre sfere del nostro paese. Alla guida della nazionale arriverà presto una persona più giovane, per bene, educata e preparata. Quando avremo l’onore che ciò avvenga anche nei nostri partiti, sindacati, ministeri, ecc.? Perché si può anche perdere, caro Lippi e caro Presidente, cari giocatori e cari dirigenti, ma nel nostro paese ci sono tante persone per bene che certe figure di merda non se le meritano proprio. Cos’è La Ventana?
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