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| Museo per l'Arte Contemporanea Pecci a Prato 2010 |
| Martedì 23 Marzo 2010 16:17 |
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Sempre al Pecci fino al 9 maggio 2010 Gianni Pettena - Architettura Radicale. Il lavoro di Canevari è legato alla riflessione sull’impermanenza nell’arte, sul significato della scultura e su come questa si metta in relazione con il contesto sociale contemporaneo. Fin dai primi anni Novanta, l’artista adotta come materiale d’elezione la gomma delle camere d’aria e dei pneumatici, sviluppando un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria dove si sovrappongono simboli, icone, cultura pop, rappresentazione storica e coscienza politica. La sua opera appare come tra le attuali sintesi delle espressioni linguistiche maturate dagli anni Sessanta in poi e non conosce confini di genere spaziando dal disegno al video, dall’installazione alla performance. bouncing skull - paolo canevariTuttavia, nel suo lavoro l’artista evita l’idea di monumento e ogni retorica insita nell’idea di "tradizione" e di "classico". I materiali primari e semplici che compongono i suoi lavori, sono messi in rapporto con il concetto di rappresentazione e fungono da "chiavi" che permettono infinite possibilità di lettura. Allo stesso tempo, testimoniano la continua metamorfosi della materia la cui instabilità è sinonimo di apertura a diverse interpretazioni. La grande personale di Paolo Canevari, curata da Germano Celant, è incentrata sulla serie dei Globes che forma una costellazione nelle sale del Museo e ruota sull’immagine di un grande globo nero su cui appare in silhouette l’immagine di un essere umano: un rimando alla natura originale dell’arte come luogo di riflessione sulla realtà e sui destini del mondo. Un’immagine romantica che proietta lo spettatore in un futuro sempre incerto, “nessuno conosce”, e l’artista nel dubbio presente all’atto interpretativo, “nessuno sa”, momento originario dell’ispirazione del gesto artistico. Una duplicità che trova sintesi proprio nella formula inglese Nobody Knows, titolo della mostra. burning mein kampf - paolo canevariSaranno presenti, inoltre, alcuni video inediti tra cui US (2009), una nuova serie di disegni su marmo nero in cui sono rappresentati gli animali simboli di potere e aggressione, che da sempre sono protagonisti dell’immaginario dell’artista, alcune installazioni progettate negli ultimi anni e presentate per la prima volta, come Hanging Around, la grande forca da cui pende un pneumatico che diventa altalena. All’interno del percorso espositivo non mancheranno alcuni accenni e richiami a importanti lavori degli anni passati, opere che fanno da contrappunto ai recenti lavori e segnano una continuità nel tempo. Dai film di animazione prodotti per Blobcartoon – RAI 3 nei primi anni Novanta alle prime sculture in camera d’aria (Elmi, 1990), dalla Lupa Roma (1993) ai Colossei di circa dieci anni dopo. Sempre per gli anni Novanta sono riproposte le installazioni Esodo (1998), una folla di uomini ritagliati nella gomma delle camera d’aria, Jesus (1999), scultura in legno del XVIII secolo con pneumatico. In mostra anche il video Bouncing Skull, presentato alla 52° Biennale di Venezia (2007), oggi nella collezione permanente del MoMA, e Little Boy la grande bomba ricoperta di specchi come le discoball da discoteca. Un volume monografico edito da Electa per la cura di Germano Celant sarà pubblicato in occasione della mostra. Paolo Canevari (Roma, 1963) vive e lavora tra Roma e New York Tra le principali mostre degli ultimi anni ricordiamo: XIII Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni Roma,1999; Colosso, Galleria Christian Stein, Milano 2002; The Liverpool Biennial, 2004; Welcome to Oz, P.S.1 Contemporary Art Center New York, 2004; Paolo Canevari, Johannesburg Art Gallery, Contemporary Art Museum, Johannesburg, 2005; Black Stone, Galleria Christian Stein, Milano, 2005; Rubber Car, MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, 2006; Whitney Biennial Peace Tower Project, Whitney Museum of American Art, New York, 2006; A Couple of Things I Have to Tell You, Sean Kelly Gallery, New York, 2006; Into me Out of Me, Kunst Werke institute for Contemporary Art, Berlin, 2006. 52° Biennale di Venezia, 2007; Senso Unico, P.S.1 contemporary Art Center, New York; Continenti, Studio Stefania Miscetti, Roma 2007; Nothing from Nothing a cura di Danilo Eccher al Museo d'Arte Contemporanea (Macro) di Roma, 2007, Decalogo all’Istituto per la Grafica Calcografia Nazionale di Roma, 2008, Raw – War, Museum of Modern Art (MoMA) - New York, 2008. Suoi lavori sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci - Prato, Museum of Modern Art (MoMA) - New York, Foundation Louis Vuitton pour la Creation - Paris, Cisneros, Fontanals Art Foundation - Miami, Museo d’arte Contemporanea (Macro) - Roma, Museo d’Arte Contemporanea Trento e Rovereto (Mart), Istituto per la Grafica Calcografia Nazionale - Roma, Johannesburg Art Gallery Contemporary Art Museum – Johannesburg, Perna Foundation - Capri. Scheda tecnica Titolo Paolo Canevari - Nobody knows A cura di Germano Celant Sede Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Viale della Repubblica 277, Prato Tel. +39 0574 5317 Periodo 21 marzo – 1° agosto 2010 Preview Sabato 20 marzo 2010, ore 12.00 Inaugurazione Sabato 20 marzo 2010, ore 18.00; ore 18.30 performance dell’artista nelle sale espositive del Museo Catalogo Electa Orari apertura ore 10.00 – 19.00; chiuso il martedì e il 1° maggio; da mercoledì 8 giugno, tutti i mercoledì ore 10.00 – 23.00 Ingresso euro 5,00 intero / euro 4,00 ridotto Visite guidate gratuite; il sabato e la domenica alle ore 17.00 fino al 6 giugno e a partire dal 9 giugno il mercoledì alle ore 21.00 --------------------------------------- Sale espositive CID/Arti visive, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Viale della Repubblica 277, Prato Gianni PettenaStrettamente collegate alla nascita e agli sviluppi dell'Architettura Radicale a Firenze tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, le opere acquisite includono progetti e documenti di installazioni e azioni realizzate da Pettena in Italia fra il 1968 e il 1969; proposte di fusione fra architettura e natura elaborate per il Concorso internazionale Trigon a Graz nel 1971; sperimentazioni realizzate nel corso della residenza a Minneapolis e di ulteriori viaggi negli Stati Uniti fra il 1971 e il 1973, come la performance "vestirsi di sedie" e l'indagine fotografica sulla "architettura inconscia"; la dichiarazione di poetica Io sono la spia realizzata nel 1973 in occasione della fondazione del sistema di laboratori creativi collettivi Global Tools. Nel 1973, autodefinendosi "la spia", Pettena rivendicava la propria posizione di autore estraneo al consesso degli architetti senza tuttavia rinnegare la propria formazione di architetto. Nello stesso anno dava alle stampe il suo libro-manifesto, L'anarchitetto, in cui affermava esplicitamente: "io sono il più bravo / che sono laureato in architettura l'unico che sia artista che faccia arte senza rimpianti.". Convinto della necessità di ripensare il significato della disciplina architettonica Pettena parla di architettura usando i linguaggi dell’arte concettuale più che quelli tradizionali della progettazione, assumendo per questo una posizione autonoma fra gli stessi architetti "radicali". Come ha scritto Andrea Branzi "quella di Gianni Pettena è un'attività critica che si fonda sulla centralità dell'architetto e non più dell'architettura, dove il progetto liberato dai limiti costruttivi diventa attività concettuale, land-art, comportamento, happening (...) Spostandosi su un'area vicina ai territori dell'arte e del comportamentismo, Gianni Pettena da un primo contributo a intendere l'architettura come energia evolutiva di un territorio e di una società, e non più come prassi costruttiva." Biografia Nato a Bolzano nel 1940, vive e lavora a Fiesole-Firenze. Laureato nel 1968 presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze, vi ha svolto attività didattica a partire dal 1973. Dal 1983 ha insegnato anche alla Domus Academy di Milano, scuola internazionale post-laurea di design. Ha tenuto seminari e conferenze nelle scuole d’architettura più prestigiose d'Italia e all’estero; ha scritto di architettura e di design, ha pubblicato articoli e saggi su riviste d’arte e d’architettura contribuendo a mantenere vivo il dibattito sul rapporto tra le due discipline e sul ruolo del "radicale"; ha partecipato come critico al dibattito internazionale riflettendo tale esperienza nella sua attività didattica. Co-fondatore e co-ispiratore alla fine degli anni '60 del movimento dell'Architettura Radicale e in seguito della Global Tools, ha svolto attività sperimentale intesa a eliminare i confini disciplinari e rivisitare e reinventare alfabeti e linguaggi. Ha riproposto le tematiche del "radicale" nella mostra Radicals alla Biennale di Architettura di Venezia del 1996 e nella successiva esposizione Archipelago al Palazzo Fabroni di Pistoia nel 1999. Le sue opere sono state presentate in un'ampia ricognizione antologica al Frac Centre di Orléans nel 2002 e alla Fondazione Piaggio di Pontedera nel 2003. Nel 2008 ha partecipato alle rassegna Manifesta 7 a Rovereto e nel 2009 alla mostra collettiva The death of the audience organizzata presso il palazzo della Secessione a Vienna. Opere acquisite: Dialogo con Arnolfo, 1968. Installazione per il “Premio Masaccio”, Palazzo Pretorio, S.Giovanni Valdarno 1 fotografia bianco/nero, 190x70 cm; 1 disegno a carboncino, 22x32 cm; 2 fotografie a colori, ciascuna 40x40 cm Carabinieri, 1968. Installazione al Palazzo Comunale, Novara Milite ignoto, 1968. Installazione al Palazzo dei Diamanti, Ferrara Grazia&Giustizia, 1968. Installazione al VI Festival di Musica d'Avanguardia, Palermo Serie di fotografiche bianco/nero, in cornice 63x83 cm Laundry, 1969. Installazione per "Campo urbano", Piazza Duomo, Como Serie di fotografiche bianco/nero, in cornice 53x71 cm Grass Architecture I-II-III, 1971 3 progetti a china su cartoncino, ciascun disegno 30x40 cm Sedie e tavolo d'erba, 1971. Proposta per il Concorso Trigon, Graz (Austria) 1 disegno a matita su cartoncino, 35x50 cm Wearable Chairs, 1971. Minneapolis College of Art and Design (USA) Serie di fotografie bianco/nero, sedia indossabile di legno, l'insieme 121x121 cm 1 disegno a china su carta, 45x66 cm About non-conscious architecture, 1972-73 (USA) Serie di fotografie bianco/nero, in cornice 65,5x67,5 cm Io sono la spia, 1973 Fotografia bianco/nero e testo stampato, in cornice 67x51 cm Scheda tecnica Titolo Gianni Pettena. Nuove acquisizioni per la collezione del museo Sede Sale espositive CID/Arti visive Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Viale della Repubblica 277, Prato Tel. +39 0574 5317 Periodo 20 marzo – 9 maggio 2010 Preview sabato 20 marzo, ore 12.00 Inaugurazione sabato 20 marzo, ore 18.00 Orari apertura ore 10.00 – 19.00; chiuso il martedì e il 1° maggio Visite guidate gratuite; il sabato e la domenica alle ore 17.00 ----------------------------------------------------------- Ufficio stampa Centro Pecci Silvia Bacci, s.bacci@centropecci.it Ivan Aiazzi, i.aiazzi@centropecci.it Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Tel. + 39 0574 531828 – Fax +39 0574 531901 Ufficio Stampa nazionale Studio Pesci di Federico Palazzoli Via San Vitale 27, 40125 Bologna Tel. + 39 051 269267 - Fax + 39 051 2960748 info@studiopesci.it - www.studiopesci.it |