VENERDì 18 FEBBRAIO 2011, Teatro QUARANTHANA – Corazzano, inaugurazione della mostra di MARIELLA GIANFRANCHI E M.M.GABRIEL STOHRER, un incontro tra fotografia, pittura e sperimentazione. La stessa sera al Quaranthana lo spettacolo “ L’Apostrofo Rosso” (teatro canzone con Pilade Cantini ed Alessandro Cei), terzo appuntamento con la rassegna di Teatrock 2011.
Studi di architettura e anni di esperienza professionale nell’ambito della gr ...afica pubblicitaria e della stampa artistica sono all’origine delle ricerche di Mariella Gianfranchi, delle sue scelte del soggetto, mirate ai particolari, alle sostanze ed alla materia che costituiscono un oggetto; seguono anni di fotografia tradizionale, rigorosamente in bianco e nero, perlopiù dedicata a temi specifici, come le finestre o altri particolari architettonici. La sua recente scoperta della fotocamera digitale le apre nuove dimensioni e concezioni del fare fotografia, ovvero il colore e lo “scatto raccolta”, quindi la cernita e la rielaborazione al computer. Le fotografie di Mariella Gianfranchi spesso ci fanno osservare un degrado, una lenta decomposizione del materiale e la strana, talvolta inquietante bellezza di questo degrado dovuto agli agenti atmosferici che alterano, con il passare del tempo, il legno, la vernice, i mattoni, il ferro. Oltre all’esperienza della grafica, i due artisti sono accomunati dalla sentita esigenza di raccogliere, di collezionare, di raggruppare e di creare sequenze, secondo ordini e criteri di natura grafica, tematica, cromatica e ritmica.
M.M. Gabriel Stohrer viene dal disegno a matita, dall’incisione ad acquaforte e da una gamma di colori molto ristretta che negli anni si apre verso nuovi cromatismi, insieme alla crescente varietà delle tecniche pittoriche (dall’acquarello alle tecniche miste e le tempere acriliche). Stohrer Sperimenta delle tecniche e dei procedimenti che gli permettano di conciliare il suo bisogno di immediatezza, di rapido riempimento del bianco sfondo vuoto della carta, di macchie di colore da indagare e da saggiare nella fase successiva, procedendo dallo scuro verso il chiaro togliendo il colore – processo che trova un parallelismo nella scultura: il pieno e il vuoto. Il punto di partenza di M.M. Gabriel Stohrer è tutt’ora l’arte onirica, surrealista, la casualità parzialmente controllata, l’interpretazione successiva di segni e di colori, in dipendenza dello stato d’animo. Si avvicina alle tre dimensioni, non più di mera illusione, della scultura, affrontando in un primo periodo il bassorilievo in bronzo dove i metodi di frottage, collage sono applicati prima alla cera (impronte, deformazioni), poi alla pietra che viene trattata con acidi. Così, le sculture, spesso composte da vari elementi indipendenti inseriti in una sorta di telaio cornice, diventano dei quadri e, a loro volta, i quadri raffigurano possibili sculture, magari mai realizzate. L’uso di una carta semitrasparente gli permette di “stratificare” il quadro, di creare più piani; il quadro dietro il quadro apre anche all’interpretazione in chiave temporale, al prima e al dopo, al passato e al presente, ai movimenti ed agli spostamenti che avvengono quasi di nascosto o che sono avvenuti prima che si creassero le condizioni dell’attimo presente. La trasformazione andrà avanti, anche se si manifesterà come deterioramento fisico. La più recente tecnica elaborata l’ha denominata “pirotipia”: la carta impressionata dal calore – il concetto si avvicina molto alla fotografia. Sovraesposizione - Sottoesposizione Überbelichten – Unterbelichten Forse i termini tedeschi rendono meglio il processo fisico: illuminare troppo o troppo poco. Luce = Calore Si arriva fino ad un certo grado di identificabilità … se si va oltre, la carta si brucia, non rivela il segreto, non permette di svelarlo veramente, si rifiuta prendendo fuoco. Tale tecnica costituisce un vero punto di incontro tra le opere di Stohrer e le fotografie della Gianfranchi che ultimamente si avvicinano sempre di più alla pittura, geometrico-astratta, dove prevalgono superfici suddivise ed ordite secondo i criteri dell’equilibrio delle proporzioni, del colore, dei contrasti; alcune delle foto sembrano associabili a spartiti musicali velati, a melodie e a ritmi ancora da intonare. Curiosamente, l’aspetto pittorico è quasi più presente nelle fotografie della Gianfranchi qui esposte che nei quadri di Stohrer, da lui stesso comunque considerati “sculture ed oggetti immaginabili”
Le Fotografie di Mariella Gianfranchi sono state eseguite nell’arco degli ultimi 5 anni, in Francia, in Germania ed in Italia. I quadri di M.M. Gabriel Stohrer rappresentano una selezione degli ultimi 10, 12 anni e sono stati eseguiti in Italia ed in Germania.
Loredano Checchi-Scavolini, critico d’arte (e arredatore di cucine)
L'APOSTROFO ROSSO:
Teatro Comunale Quaranthana via Zara 58 San Miniato - loc. Corazzano (Pi) Costo del biglietto: 6.00 Euro Concerto
Pilade Cantini – voce
Alessandro Cei – chitarra e armonica
Una serata di teatro-canzone dedicata alla provincia toscana del secondo Novecento. Aneddoti, personaggi, piccole situazioni paesane si intrecciano con la grande storia nazionale. Comunisti e democristiani, americani e russi, parrocchie e case del popolo, partite di calcio e feste di partito. La “guerra fredda” sulle rive dell’Egola rievocata attraverso i brevi monologhi di Pilade Cantini e le canzoni popolari di Alessandro Cei.
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