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| Del viaggiare, del vedere, del perdersi: due movimenti in battere, e uno in levare. |
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| Martedì 14 Aprile 2009 22:21 |
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Considerateli tutti e due, il mare e la terra, e non scoprite una strana analogia con qualche cosa in voi stessi? Perché come quest'oceano spaventoso circonda la terra verdeggiante, così nell'animo dell'uomo c'è un'insulare Tahiti, piena di pace e di gioia, ma circondata dagli orrori di questa semisconosciuta vita. Vi protegga Iddio! Non vi spingete al largo da quell'isola: potreste non tornare mai più. [Herman Melville, Moby Dick] Viaggiare, vedere, perdersi. Impossibile dare conto degli innumerevoli innamoramenti tra cinema e viaggio, in parte mutuati dal tessuto di rapporti tra letteratura e viaggio, in larga parte invece frutto di situazioni e spinte diverse. Dal Cuore di tenebra di Conrad al Fitzcarraldo di Herzog, il gioco di attrazioni è senza fine. Qui ci limiteremo allora a suggerire un paio di "visioni", reperibili in dvd, entrambe a Oriente. La prima è Chung Kuo Cina: nel 1972 Antonioni fa un lungo viaggio in Cina, visitandola in buona parte della sua estensione per raccontare il paese del socialismo realizzato. Questa esperienza filtra in un documentario, presto introvabile. Adesso, per un'operazione davvero meritoria, è stato editato da Feltrinelli. Tokyo-ga, invece, è un viaggio privato, toccante nel filtro freddo dell'elettronica, di un occidentale, Wenders, a cercare "radici" impossibili in un altro mondo, il Giappone del 1986, e attraverso un immaginario svanito: il cinema del grande Yasujiro Ozu. Per chiudere, una terza visione, "mancata" questa volta: Maya Deren, grande del cinema d'avanguardia, sbarca a Haiti nel 1947 per girare sulle danze indigene. Il film non sarà mai fatto, e l'esperienza della sconfitta dell'«artista plasmatrice» di fronte alla «forza della mitologia vudù» è all'origine di un incontro decisivo (raccontato nel libro I cavalieri divini del Vudù). [sweetie] More images... Commenti (0)
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